Minacce e botte per rubare. Fermata la baby-gang della stazione
Arrestati due minorenni responsabili di due rapine in 10 giorni. Denunciati altri due. Una vittima 16enne è riuscita a fuggire e chiamare subito i carabinieri
Presa la baby-gang della stazione di Tradate. Operavano prendendo di mira i coetanei, minacciandoli e arrivando addirittura a picchiarli se le vittime non consegnavano loro quanto richiesto. I fatti recenti risalgono a mercoledì 20 gennaio, intorno alle 13, dopo l’uscita dalle scuole superiori. Per la precisione un ragazzo di 16 anni di Mozzate è stato avvicinato da altri quattro giovani, tutti tra i 15 e i 17 anni, che lo hanno circondato, intimandogli di consegnare loro il suo cellulare. Il ragazzo si è subito rifiutato e i suoi aguzzini hanno iniziato ad alzare le mani. È riuscito però a scappare, senza consegnare il telefono e riportando solo lievi ferite giudicate guaribili in 3 giorni. Il 16enne ha quindi chiamato i carabinieri denunciato l’accaduto.
Subito sono scattate le indagini da parte della Tenenza di Tradate, guidata dal comandante Sebastiano De Jannello, coordinata dal Comando compagnia di Saronno, guidato dal capitano Paolo Degrassi. Nel giro di circa un’ora i quattro giovani sono stati trovati ancora nei pressi della stazione e portati in caserma per le identificazioni. Nei guai è finita tutta la baby-banda: un 16enne di Tradate, un 17enne di Castelseprio, un 15enne di Venegono Inferiore, un 16enne di Turate. Tutti italiani, di buona famiglia e che frequentano le scuole superiori di Tradate.
All’inizio si prospettava per i quattro un denuncia a piede libero. La posizione dei primi due si è però aggravata durante le verifiche da parte dei carabinieri. Infatti, le indagini hanno fatto emergere che erano anche responsabili di un’altra rapina avvenuta il 9 gennaio, sempre alla stazione di Tradate, di cui è stato vittima un 16enne di Gorla Maggiore. Anche quel giorno il giovane venne minacciato, picchiato e derubato di un cellulare e di un lettore Mp3.
I due giovani, di Tradate e di Castelseprio, sono stati quindi arrestati con l’accusa di rapina aggravata in concorso e sono stati trasportati nel carcere Beccaria di Milano. Gli altri due sono stati denunciati a piede libero.
«I giornali chiamano queste situazioni bullismo – commenta con fermezza il capitano Degrassi -, ma si tratta di vere e proprie rapine, anche in considerazione dei danni psicologici che subiscono le vittime. È un fenomeno che non è da sottovalutare, non solo per l’aspetto penale della vicenda. Va considerato soprattutto l’aspetto sociale di questa situazione».
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