Immagini dal carcere in un calendario per il 2010
L'iniziativa è della casa circondariale bustocca e dell'Associazione Mezzo Busto. Coinvolto il Circolo fotografico bustese
Un classico regalo di Natale, ma con qualcosa in più: un messaggio lanciato a tutti coloro che lo acquisteranno per dire "ci siamo anche noi, anche noi facciamo parte della società". Nasce con questo obiettivo il calendario realizzato nella Casa circondariale di Busto Arsizio che sarà in vendita a partire dal mese di dicembre. L’inziativa dell’area educativa dell’istituto bustocco e dell’Associazione Mezzo Busto è stata realizzata in collaborazione con il Circolo fotografico bustese e in particolare con i tre fotografi Luisa Raimondi, Maria Sbarra e Paolo De Petra. Il progetto è stato coordinato dai due agenti di rete (Consorzio Sol.Co Varese e Enaip) Sabrina Gaiera e Sergio Preite e realizzato grazie al supporto degli agenti di Polizia Penitenziaria.
Protagonisti delle dodici foto sono invece le persone detenute nel carcere, in particolare un piccolo gruppo di circa dieci persone che ha raccolto con entusiasmo la proposta e ha messo a disposizione non solo la propria "immagine", ma anche la fantasia. Il lavoro è iniziato un venerdì pomeriggio nella redazione del giornale Mezzo Busto, quando Preite e Gaiera hanno presentato il progetto e hanno raccolto le prime idee sul tema del calendario. Varie le proposte che si sono sintetizzate in quello che è forse il messaggio che tutti coloro che si trovano in un carcere vogliono fare arrivare "fuori": siamo persone come voi, con la nostra quotidianità, i nostri impegni, i nostri svaghi, i nostri problemi. Certo, con una differenza evidente, ovvero il fatto che tutta la giornata di un detenuto si svolge all’interno di un contesto ben definito, con risorse e mezzi a disposizione limitati. Nelle foto quindi che si susseguono nei dodici mesi dell’anno c’è la scuola, il lavoro, la preghiera, la musica, il calcetto. Tema ricorrente è sicuramente la diversità culturale che si incontra in un carcere. Nelle immagini non ci sono volti, ma solo mani che che si stringono, che scrivono, che pregano.
Il calendario potrà essere acquistato dal 12 dicembre con un contributo di cinque euro alla Bottega Migrando (via Pozzi 3, Busto Arsizio). Il Circolo fotografico bustese darà inoltre spazio a questo progetto sabato 12 dicembre in occasione dell’evento che organizzarà alla Fondazione Bandera.
Per informazioni: mezzo_busto@libero.it
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