Fondazione Blini, approvato il consuntivo
Riunito per la prima volta il CdA della Fondazione, fortemente voluta dall'on. Marco Reguzzoni quandoe ra presidente della Provincia. Restano le perplessità e le critiche sul piano politico di settori dell'opposizione
Si è riunito venerdì 3 luglio a Palazzo Gilardoni per la prima volta, a due anni dalla formale creazione dell’ente, il CdA della Fondazione Blini, che ha approvato il bilancio consuntivo 2008 insediandosi formalmente. Lo riferisce il sindaco Gigi Farioli, presidente della Fondazione. Si tratta ora, dice il primo cittadino, di entrare nella fase operativa e dare concretezza a ciò che finora è rimasto puramente sulla carta, sempre in attesa che si liberi la sede prevista. Il sindaco ha anche consegnato ai componenti del consiglio d’amministrazione la lettera che ha ricevuto dall’ANPI e che chiede di cambiare nome ed estromettere ogni consigliere legato all’estrema destra. «Nei termini politici entreremo quando sarà giusto farlo» il suo commento.
«Una richiesta giustissima, del tutto legittima in tempi di dilagante estremismo di destra» il parere viceversa di Mariella Pecchini del PD (partito rappresentato nel CdA dal capogruppo Valerio Mariani). «A suo tempo il consiglio comunale fu esautorato per creare questo ente, la mia opinione non cambia».
Voluta dall’allora presidente della Provincia di Varese, il bustocco Marco Reguzzoni (oggi deputato in quel di Roma), e su sua indicazione costituita con la forma della fondazione e intitolata all’amico Giovanni Blini, tra i fondatori di Comunità Giovanile prima di perire prematuramente in un tragico incidente stradale, la fondazione non ha avuto fin qui vita facile. Accolta con un certo imbarazzo come un’imposizione dall’alto da molti, anche nel centrodestra, nemmeno con la creazione di un consiglio d’amministrazione "bipartisan" si è riusciti a tacitare le proteste che giungevano da sinistra, diventate sempre più sarcastiche mentre col passare del tempo l’operazione assumeva ai loro occhi sempre più i contorni della "scatola vuota". Proteste per il carattere politico dell’operazione, volta a creare uno spazio per l’espressione artistica giovanile (presso l’edificio di piazza Trento e Trieste che ospita tuttora il Liceo Artistico e dovrebbe, quando mai finiranno i lavori della nuova sede, fungere da centro delle attività della Fondazione). A sinistra non è mai andata giù la posizione di chiaro dominio esercitata da Comunità Giovanile, associazione la cui dichiarata tendenza a "rompere gli schemi e saltare gli steccati" non smuove quanti vi vogliono vedere un solo colore: il nero. La famosa "egemonia culturale delle sinistre" a Busto Arsizio, in effetti, non si sa proprio cosa sia. Da ambienti legati a vario titolo a Comunità Giovanile, in effetti, provenivano originariamente tanto Reguzzoni quanto vari altri "emergenti", dalla politica al giornalismo.
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