Chi costruisce a Gallarate vince sempre un premio
Intervento di Sinistra per Gallarate sul futuro quartiere Sky City: "nel documento d'inquadramento si concedono premi ai costruttori, superando i limiti iniziali"
Riceviamo e pubblichiamo
L’approvazione, in consiglio comunale, dell’aggiornamento del documento di inquadramento dei piani integrati di intervento, con la consistente parte dedicata al Business Park sulla SS336, svela definitamene quali interessi l’Amministrazione intenda tutelare. Gli interessi dei grandi costruttori e della grande distribuzione (interessi che spesso coincidono).
C’è la crisi, Malpensa è in affanno al di là della propaganda elettorale di Lega e Berlusconi, per l’Expò le difficoltà sono evidenti. E i grandi immobiliaristi rischiano di non potere fare i soliti grandi affari. E allora, nel documento, paradossalmente per difendere l’ambiente, si concede ai costruttori varie premialità economiche e volumetriche, anche superando il massimo degli 840.000 metri cubi previsti dalla variante. Chi costruisce a Gallarate vince sempre un premio. Pazienza se la città non ha più spazi verdi, se il traffico è insopportabile, la qualità della vita sempre più precaria, la salute sempre più a rischio. Pazienza se le case restano inabitate e il costo degli affitti alle stelle.
Nel documento chiaramente si ipotizza poi il trasferimento della grande distribuzione nella zona della 336 interessata dalla variante del Business Park. Ciò che l’Amministrazione aveva con vanto escluso (trovando anche il plauso, almeno su questo, anche della Sinistra) viene fatto rientrare dalla finestra. Semplicemente si parla del 2013. Come fosse un tempo lontano anni luce: e invece è fra soli pochi anni. Ha voglia l’Assessore all’Urbanistica a tranquillizzare i cittadini di Madonna in Campagna affermando che è solo un’ipotesi: certo ancora i cantieri non sono aperti, ma lo saranno. Presto. E pazienza se i negozi di vicinato chiudono (per la crisi certo, ma ancor più per la concorrenza dei grandi centri commerciali).
Con la beffa poi di avere sbandierato il parere positivo alla variante del Parco del Ticino, per poi, in sede di documento di inquadramento, decidere che alcune condizioni poste dal Parco non sono ricevibili: un bel modo di farsi paladini dell’ambiente.
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