Avvocati in pericolo nel mondo, flash mob delle toghe varesine
Un minuto di silenzio in piazza per denunciare. Il caso dell’Iran: il 24 gennaio 2023 dedicato a Nasrin Soutodeh, arrestata e ingiustamente incarcerata per le sue battaglie a favore dei diritti umani
Avvocati in pericolo. Un lavoro sempre più difficile in un’era dove i diritti umani e civili, nel mondo, sono sempre più in pericolo: regimi che flettono il singolo, lo sottraggono alla legge spesso limitata, calpestata e villipesa.
Per questo l’edizione 2024 della “Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo“ viene dedicata agli avvocati iraniani e ai legali che vivono in aree di guerra. L’ordine degli avvocati di Varese ha scelto di dare seguito alla richiesta di sensibilizzazione con un minuto di silenzio in piazza Cacciatori delle Alpi e con la proiezione di un video a tema nella sede dell’ordine per l’intera giornata.

All’iniziativa di piazza hanno preso parte una cinquantina di avvocati in toga oltre al presidente del Tribunale che ha espresso parole di apprezzamento e sostegno per l’iniziativa.
Il Consiglio Nazionale Forense ha più volte denunciato le gravissime violazioni dei diritti umani che si registrano in Iran, soprattutto nei confronti delle donne, in particolare dopo la violenta repressione delle pacifiche manifestazioni di protesta che hanno fatto seguito alla tragica morte della giovane studentessa curda Masha Amini, a seguito delle torture subite dalla “Polizia morale”, per non aver indossato in modo consono l’hijab, il velo che le donne iraniane sono costrette ad indossare in pubblico dal compimento dei nove anni di età. Moltissime persone hanno perso la vita nei giorni e nei mesi successivi e vi sono stati migliaia di arrestati, tra i quali anche numerosi avvocati.
Il Consiglio Nazionale Forense, in occasione della Sessione ulteriore del Congresso Nazionale del 15 dicembre ha voluto attribuire il Premio dell’Avvocatura italiana all’avvocata Nasrin per il suo straordinario e coraggioso impegno nella salvaguardia dei diritti umani, in particolare quelli delle donne che rivendicano la libertà di non indossare il velo. Arrestata nuovamente il 29 ottobre 2023, mentre partecipava ai funerali della giovane Armita Garavand, una ragazza di soli 16 anni, morta dopo 28 giorni di coma, a seguito dell’aggressione subita nella metropolitana di Teheran per aver violato le leggi sull’obbligo di indossare il velo, Nasrin Soutodeh ha subito un nuovo ingiusto periodo di prigionia e violenze fisiche e psicologiche, prima di essere scarcerata, dietro pagamento di una cauzione, il 15 novembre 2023 ed ora è in attesa di essere nuovamente giudicata.
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