“La parola ai giurati” secondo Alessandro Gassman
Dal 6 all’8 febbraio in scena al Giuditta Pasta il testo da cui negli anni ’50 è stato tratto anche il celebre film con Hanry Fonda
Il cinema secondo Alessandro Gassman arriva al teatro Giuditta Pasta. L’attore, infatti, porta in scena a Saronno “La parola ai giurati”, già portato sul grande schermo nel 1957 da Sidney Lumet. Il protagonista era interpretato da Henry Fonda e il film vinse l’Orso d’Oro al festival di Berlino.L’opera “Twelve angry men” (questo il titolo originale) è un teledramma di Reginald Rose del 1954, e Gassman la porterà in teatro a Saronno da Venerdì 6 a domenica 8 febbraio, con quattro repliche, tra cui quella di domenica pomeriggio. La regia è curata dallo stesso attore, che dirige altri 12 uomini con lui sul palco.
”L’interesse per il lavoro di regia è stato per me un naturale approdo, dopo più di venti anni di teatro militante in qualità di attore – spiega Gassman -. Man mano che le mie sicurezze interpretative andavano consolidandosi, sentivo emergere e gradualmente rafforzarsi il desiderio di affrontare un progetto interamente mio. Ero dunque pronto ad affrontare un percorso all’interno di motivazioni più profonde e personali che avrebbero potuto toccare il cuore ed i sentimenti del pubblico; quel pubblico che fino ad oggi mi ha seguito e mi ha regalato teatri esauriti e il calore del suo affetto. Ne “La parola ai giurati”, l’impianto drammaturgico si basa sullo svolgimento di un dramma giudiziario. Ma ciò che mi ha ispirato fin dalla prima lettura è la possibilità di portare alla luce i pregiudizi e le false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati e che affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo. La vicenda è incentrata su due capisaldi del sistema giuridico anglosassone: la presunzione di innocenza e la dimostrabilità della sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio. In un’epoca in cui il mondo è afflitto da ideologie contrastanti che si nutrono di assolutismo e che spesso scadono a pregiudizi, il “ragionevole dubbio” è una preziosa arma di difesa”.
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