Il macchinista del mistero: la seconda vita di Francesco De Palo, da treni e binari a delitti e romanzi
Una vita tra podismo, stazioni e sospetti: lo scrittore Francesco De Palo racconta la sua trilogia di gialli, la passione per la scrittura e un’insolita idea di editoria a “emissioni zero”
«La corsa e la scrittura si somigliano. Entrambe sfidano la fatica, ti mettono alla prova».
Con modestia e ironia, Francesco De Palo si definisce “un apprendista giallista”, ma ascoltandolo parlare del suo ultimo romanzo, si intuisce come la sua sia una passione coltivata con disciplina e testa bassa, proprio come una maratona, l’altra sua grande passione.
È stato ospite a Materia Spazio Libero giovedì 19 giugno per raccontare il suo nuovo romanzo “Vittima Finale: l’ultima indagine del Commissario Tarantino?”. Si tratta del terzo capitolo di una trilogia che unisce mistero, introspezione e impegno sociale. Un incontro che ha mostrato non solo l’autore, ma soprattutto l’uomo che si nasconde dietro le storie.
«Ero un macchinista ferroviere. Poi, in pensione, mi sono chiesto: posso scrivere un intero romanzo?». La risposta è arrivata sotto forma di trilogia. Tre romanzi gialli, un unico filo conduttore: storie che fanno nascere domande.
Nel suo nuovo romanzo, il commissario Tarantino si trova di fronte a un caso che lo colpisce nel profondo.
Un omicidio iniziale, poi altri tre. Ma le vere domande che aleggiano per tutto il libro sono: c’è un solo colpevole, o più di uno? E dove inizia davvero il confine tra il bene e il male?
I personaggi, tutti inventati, sembrano però portare dentro qualcosa di chi li ha creati: «Molti contengono parti di me, o sono un omaggio a persone a cui tengo. Il vicecommissario, ad esempio, affronta una crisi famigliare che lo paralizza, ma alla fine torna a brillare: forse è il personaggio in cui mi riconosco di più».
Al centro della narrazione ci sono anche tematiche sociali forti: il bullismo giovanile, le risse, le fragilità. Temi che l’autore tratta con cura, con l’intento non di giudicare, ma di indagare con umanità.
C’è qualcosa di unico nell’approccio di De Palo – originario di Cassano Magnago – alla scrittura e alla distribuzione: «Mi hanno chiamato scrittore a emissioni zero», dice sorridendo. «Chi vive vicino a me e vuole il mio libro, glielo porto io, in bicicletta. Lo firmo e regalo un libro giallo in aggiunta». La scelta di De Palo è un modo per coltivare il rapporto diretto con i lettori, con una semplicità che oggi sa di rivoluzione.
Francesco è anche maratoneta, amante delle lunghe corse che diventano occasione di ispirazione: «Durante le corse lente nascono le idee migliori. Lì metto insieme i pezzi delle storie. Ma il finale ce l’ho sempre chiaro in testa: da lì costruisco tutto il resto».
Il mondo dei treni, che è stato la sua casa per una vita, continua a seguirlo come un binario parallelo: De Palo è attivo in progetti scolastici come “Scuola-Ferrovia”, dove racconta ai più piccoli la magia dei treni e insegna a viaggiare in sicurezza. E ora, grazie ai suoi libri, entra nelle scuole anche da scrittore.
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