Petardi, fiamme e libri bruciati: i vandali di Capodanno chiedono scusa a Gazzada Schianno
La Polizia Locale ha individuato il gruppo di quattordicenni grazie alle telecamere. Fondamentale la collaborazione delle famiglie: i giovani hanno pagato le sanzioni, scritto una lettera di scuse e donato nuovi volumi per il bookcrossing
L’incontro nel palazzo comunale di Gazzada Schianno ha segnato la conclusione della vicenda legata agli atti vandalici della notte di San Silvestro. Davanti agli amministratori comunali e alla Polizia Locale, otto giovanissimi hanno riconosciuto le proprie responsabilità per i danneggiamenti in via Matteotti e nell’area dell’Istituto Comprensivo.
I fatti risalgono alle ore successive lo scoccare della mezzanotte. Il gruppo di ragazzi aveva inizialmente dato fuoco ad alcuni libri della casetta del bookcrossing in via Matteotti, usando poi le fiamme per accendere intere scatole di petardi. Questi ultimi erano stati inseriti negli erogatori del detersivo e dell’acqua situati nel piazzale davanti all’ingresso della scuola. Le deflagrazioni e il fumo sprigionato avevano fatto scattare l’allarme antincendio del plesso, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.
L’attività d’indagine, condotta dagli agenti del servizio di Polizia Locale guidati dal comandante Luca Sibilio, attraverso la visione dei filmati della videocamera di sorveglianza, ha permesso di risalire all’identità di tutti i componenti del gruppo. «Va detto che i genitori di questi ragazzi, che hanno tutti intorno ai 14 anni, si sono messi subito a disposizione – spiega il comandante – hanno collaborato con noi alle indagini e a ricostruire l’accaduto. La sanzione è stata pesante ma i ragazzi hanno compreso di aver commesso più di una bravata. Hanno scritto una lettera di scuse che ieri sera hanno letto davanti agli amministratori comunali e hanno donato alcuni volumi da mettere nella casetta del book crossing».
Un segnale di distensione che l’amministrazione comunale e il comando di Polizia Locale hanno voluto valorizzare per evidenziare come la repressione dei comportamenti illeciti possa tradursi in un’opportunità educativa.
«L’epilogo di questa vicenda dimostra l’efficacia del controllo del territorio, ma anche l’importanza di un patto educativo tra istituzioni e famiglie -conclude il vicesindaco Silvia Lorusso- . Quei libri restituiti alla comunità e la lettera di scuse, rappresentano oggi un piccolo ma significativo risarcimento per la città».
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