Saronno vicina al popolo ucraino: la bandiera giallo blu esposta a Villa Gianetti
A quattro anni dall’inizio del conflitto, la comunità ucraina è oggi la seconda più numerosa a Saronno, segno di un’integrazione costruita nel tempo
In occasione del 24 febbraio, a quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’Amministrazione comunale di Saronno rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino esponendo la bandiera blu e gialla a Villa Gianetti, aderendo all’iniziativa promossa da NAU – Network Associazioni per l’Ucraina.
«Ricordo ancora con grande nitidezza quei giorni di quattro anni fa – dice la sindaca Ilaria Pagani – Ero assessore ai Servizi sociali quando ricevetti un messaggio dagli scout di Saronno che mi annunciava l’arrivo in città di un primo gruppo di cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Erano ore cariche di preoccupazione e di incertezza, ma anche di straordinaria generosità. In pochissimo tempo si è messa in moto la macchina della solidarietà che da sempre contraddistingue la nostra comunità: associazioni, volontari, parrocchie, famiglie, uffici comunali. Ognuno ha fatto la propria parte. In pochi giorni siamo riusciti ad attivare accoglienze, sostegni, percorsi di accompagnamento. È stato uno dei momenti in cui ho sentito con più forza il senso profondo del servizio pubblico».
Da allora la città non si è fermata e oggi quella ucraina è la seconda comunità straniera più numerosa presente a Saronno. «Questo dato non racconta soltanto un’emergenza, ma una presenza viva, fatta di famiglie, di bambini nelle nostre scuole, di lavoratori, di relazioni che si sono costruite nel tempo – aggiunge la sindaca – L’esposizione della bandiera ucraina a Villa Gianetti è un gesto semplice, ma vuole ricordare che quel legame non si è spezzato. È un segno di vicinanza a chi vive nella nostra città e porta ancora nel cuore la ferita della guerra. Come Amministrazione comunale continuiamo ad essere dalla parte del popolo ucraino, nella sua resistenza contro l’autoritarismo di Putin. Lo facciamo con sobrietà, con rispetto e con la consapevolezza che anche i gesti simbolici, quando sono coerenti con le azioni, hanno un valore profondo. Saronno resta una città solidale, capace di accogliere e di non dimenticare».
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