Le nuove norme in campo ambientale: i rifiuti
In un incontro di Univa le novità introdotte in tema di gestione e smaltimento dei rifiuti
Con l’entrata in vigore delle nuove “Norme in materia ambientale”, sono stati riformulati gli obblighi previsti per la gestione dei rifiuti a carico delle imprese. Una materia molto vasta e che coinvolge pressoché la totalità delle imprese.
L’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha ritenuto quindi opportuno organizzare un ciclo di quattro incontri per l’illustrazione di tali nuove disposizioni in campo ambientale.
Il primo incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, presso la Sede di Gallarate, si è rivolto al tema dei rifiuti. In particolare, l’incontro ha individuato gli obiettivi e le priorità che la nuova norma ha messo in evidenza in tema di prevenzione e riduzione dei rifiuti, attraverso anche l’incentivazione del recupero dei rifiuti stessi. Le principali modifiche introdotte dal provvedimento sono riscontrabili nelle nuove definizioni dei rifiuti, nelle classificazioni; nelle principali procedure operative (registri, formulari, ecc.) infine nel regime autorizzatorio.
Di particolare rilevanza i chiarimenti introdotti nella definizione di “deposito temporaneo” che esclude qualsiasi onere di carattere autorizzativo e l’introduzione del nuovo concetto di “sottoprodotto”.
Sono poi stati trattati gli argomenti inerenti particolari tipologie di rifiuti, che saranno oggetto di costituzione di specifici Consorzi (batterie esauste, oli e grassi vegetali e animali, oli minerali usati, ecc).
La normativa ha inoltre introdotto nuove procedure per quei soggetti obbligati all’adesione al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e al Consorzio dei beni in polietilene: dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni sarà possibile costituire più di un consorzio per tipologia di materiale.
Infine, altra rilevante novità disciplinata dalle nuove disposizioni, è il sistema sanzionatorio, che prevede sia sanzioni amministrative, derivanti da inadempimenti di carattere prevalentemente formale (che, in alcuni casi, raggiungono entità anche di una certa rilevanza), sia penali, per reati legati al mancato possesso di requisiti autorizzativi per l’esercizio di specifiche attività.
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