Un cavallo in Consiglio comunale: si apre cosi la discussione sul PGT di Varese
Ai Giardini Estensi allenatori e legali hanno portato un cavallo davanti al Consiglio comunale per chiedere di fermare la trasformazione residenziale dell'area delle scuderie. Il sindaco Galimberti annuncia un tavolo di confronto con il mondo dell'ippica
Tra i diversi spettatori all’inizio di una seduta di consiglio comunale storico per Varese, quella che dopo dieci anni rifarà il piano di governo del territorio di Varese, c’era pure un cavallo. A testimoniarlo, la curiosa foto che vedete qui sopra, ma anche il motivo per cui i suoi proprietari l’hanno portato fino a li.
Prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale infatti, un gruppo di allenatori e rappresentanti delle scuderie Olona si è presentato ai Giardini Estensi con il cavallo per portare all’attenzione dell’aula la questione del futuro dell’area delle scuderie. Al centro della protesta, la proposta di modifica del Piano di Governo del Territorio (PGT) provvisorio che riguarda i terreni delle scuderie, dove è attualmente prevista una trasformazione a uso residenziale con un notevole aumento di cubatura.
“Un ippodromo non può vivere senza le sue scuderie”
A intervenire sull’argomento, tra i protestatari, è l’avvocato Cesare Milani, legale degli allenatori residenti presso le scuderie Olona e a sua volta appassionato ed ex proprietario, che frequenta l’ippodromo da circa 40 anni. Milani sostiene con forza che «Un ippodromo non può sopravvivere senza le sue scuderie e il relativo centro di allenamento abbinati, perché sono gli allenatori residenti a farlo vivere ogni giorno, e non solo nelle giornate di corsa».
Per questo definisce impraticabile «L’ipotesi di uno spostamento delle scuderie, ad esempio a Caravate, a circa 10 chilometri di distanza: comporterebbe il continuo caricamento dei cavalli sui van, con una confusione e una difficoltà di gestione che sarebbero del tutto ingiustificate dal momento che le scuderie sono già presenti sul posto e lì dovrebbero rimanere». Milani ricorda inoltre che in tutto il mondo, e in Italia in particolare — cita i casi di Merano e del Borgo Andreina a Milano — le scuderie si trovano sempre a fianco dell’ippodromo.
La richiesta degli allenatori: “Che il Comune acquisisca le scuderie”
Prende poi la parola Valentina Oglialoro, rappresentante degli allenatori di Varese, che interviene anche a nome del collega Oriani di Milano e di oltre 500 operatori ippici in tutta Italia. Oglialoro spiega che la categoria ha presentato un’istanza formale per modificare il PGT provvisorio nella parte relativa all’area delle scuderie
L’allenatrice chiede che «L’area non venga trattata come una zona industriale dismessa, perché ospita attività lavorative reali, cavalli e professionisti». La proposta della categoria è: «Che il PGT provvisorio preveda l’acquisizione delle scuderie da parte del Comune: una soluzione che risolverebbe l’attuale “inghippo” gestionale per cui l’ippodromo è rimasto pubblico — comunale, affidato a un nuovo gestore — mentre le scuderie sono rimaste private, ancora in mano al vecchio gestore».
Oglialoro precisa che nelle scuderie lavora oggi una trentina di operatori, tra fantini, allenatori, veterinari, maniscalchi e fornitori di paglia e trucioli. E conferma che i rapporti con la nuova gestione dell’ippodromo sono ottimi: gli operatori hanno collaborato attivamente per far ripartire la stagione di corse.
Galimberti: “Presto un tavolo di confronto con il mondo dell’ippica”
A dare una prima risposta alle richieste, anche andando a parlare con loro è stato il sindaco Davide Galimberti, che ha annunciato «la volontà del Consiglio comunale di aprire da subito un tavolo di confronto con tutti i soggetti che operano nel mondo dell’ippica, non appena si sarà conclusa la fase di adozione del nuovo strumento urbanistico della città».
Il sindaco ha poi sottolineato che l’Ippodromo sta andando benissimo: «ispetto alle forti preoccupazioni di chiusura che si registravano un anno fa, la situazione oggi è profondamente diversa e positiva, grazie all’iniziativa dell’amministrazione e agli investimenti di un operatore privato».
Galimberti ha ribadito che l’amministrazione incontrerà a breve operatori e residenti per individuare una soluzione idonea a tutte le esigenze della zona, affermando che «La tutela del comparto, insieme al desiderio di stare vicino ai cavalli, è un sentimento e un interesse comune a tutta la città».
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