Dal mercato nero ai bisognosi, la storia di 50.000 camicie
L'agenzia delle Dogane ha donato in beneficenza 439 scatoloni pieni di camice finte "made in Italy". Ora andranno ad aiutare le persone bisognose
Erano state prodotte in Bangladesh, messe in 439 scatoloni e inviate in Italia, pronte per essere vendute. Ma le 52.768 camicie che stavano per entrare in commercio come Made in Italy non finiranno sugli scaffali dei negozi ma andranno ad aiutare le persone in difficoltà.
Le camicie sono state infatti intercettate dall’Agenzia delle Dogane di Varese che indagava su un giro di false dichiarazioni di origine e sono state tutte sequestrate. E se da un lato i veri produttori Made in Italy possono esultare, questa storia avrà anche un altro lieto fine. I capi falsi finiranno dai magazzini dell’agenzia delle dogane a quelli della onlus “Farsi Prossimo”.
La Procura della Repubblica ha infatti autorizzato la donazione di tutta la merce all’organizzazione milanese che si occupa di integrazione, cura e presa in carico di persone in difficoltà.
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