Sei mesi da incorniciare per il laboratorio della dottoressa Landsberger
Negli ultimi mesi sono arrivati tre importanti riconoscimenti ai ricercatori del laboratorio di "Controllo Genetico ed Epigenetico dell'Espressione Genica" dell’Università degli Studi dell’Insubria
Sei mesi da incorniciare per il laboratorio di "Controllo Genetico ed Epigenetico dell’Espressione Genica" dell’Università degli Studi dell’Insubria della dottoressa Nicoletta Landsberger, docente di biologia molecolare presso l’Univerità dell’Insubria di Varese.
In questo lasso di tempo si è infatti distinto grazie a tre riconoscimenti ottenuti da tre suoi dottorandi. L’ultimo, ottenuto dalla dottoressa Isabella Barbiero per la sua la tesi magistrale sulla sindrome di Rett, va ad aggiungersi al premio Travel Awards ottenuto della dott.ssa Anna Gandaglia per il miglior poster al Seminario della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare (SIBBM) "Frontiers in Molecular Biology", tenutosi a Pavia lo scorso giugno e alla menzione per l’ottima presentazione orale ottenuta dalla dott.ssa Gilda Stefanelli questo mese a Pesaro al congresso Sibbm-Abcd (dove Abcd sta per associazione biologia cellulare e differenziamento).
Barbiero come detto si è invece aggiudicata uno dei tre riconoscimenti previsti per la settima edizione del premio di laurea "Francesco De Luca", organizzato dal Rotary club di Sesto Calende in collaborazione con Sentinel Diagnostic, riservato a tesi di laurea magistrali su tematiche relative alla ricerca biomedica e diagnostica discusse presso l’Università dell’Insubria.
«E’ un premio meritatissimo da Isabella per il lavoro di ricerca svolto- spiega Landsberger- e in più sta a dimostrare, visti anche i precedenti riconoscimenti, quanto il laboratorio stia lavorando bene e come l’Università dell’Insubria stia portando avanti il giusto metodo di selezione e di formazione, ottenendo come risultato un pool di studenti di dottorato competitivo a livello nazionale».
La malattia di Rett, è un malattia genetica rara, ma prima causa al mondo per la disabilità mentale femminile grave. Nel nostro Paese sono seicento le diagnosi ma ben tremila i casi presunti.
Questa malattia colpisce principalmente le bambine che per i primi sei-trentasei mesi di vita appaiono apparentemente sane. Dopo questo periodo le bambine vanno incontro ad un periodo di regressione delle funzioni cognitive fin qui acquisite e alla comparsa di sintomi quali problemi respiratori, osteoporosi, scogliosi ed epilessia. La conseguenza è che le bambine per il resto della loro vita potranno comunicare solo con gli occhi, da qui la definizione “bambine dagli occhi belli”.
«La malattia di Rett è di recente scoperta- chiarisce la Dottoressa Landsberger– è stata classificata solo nel 1983, ma potenzialmente curabile ad ogni età come dimostrano esperimenti genetici su modelli animali. Da parte nostra non possiamo non citare all’interno dei successi ottenuti dal nostro laboratorio due associazioni di familiari affetti da questa malattia, la “ProRett” di Mantova e “L’albero di Greta” che da sempre sovvenzionano la nostra opera”.
Il premio Rotary si traduce in un riconoscimento economico di quattromila euro, una cifra importante per un settore che da sempre soffre della mancanza di fondi concessi alla ricerca.
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