Castellanza, l’intimidazione al vicesindaco arriva in Senato
Intervento del parlamentare varesino Candiani a Palazzo Madama: “Le proteste restino nelle forme appropriate”
La gazzarra fuori dalla casa del vice sindaco di Castellanza di mercoledì scorso approdano a Palazzo Madama nelle forme di un intervento che vuole denunciare un clima di forte pressione subita dagli amministratori locali, spesso in prima linea nella gestione della tensione sociale che il Paese sta attraversando. L’intervento è stato letto in aula lo scorso 26 settembre dal senatore leghista Stefano Candiani, peraltro ex sindaco di Tradate.
“Proprio ieri sera (25 settembre ndr) – ha affermato in aula Candiani rivolto al Presidente del Senato – sono stato contattato dal vice sindaco di Castellanza, il quale mi ha informato di un’intimidazione molto pesante ricevuta da quelli che, stamattina, il questore della Provincia di Varese ha identificato, più o meno, come una quindicina di individui.
Essi si sono recati sotto la sua abitazione e hanno inscenato una manifestazione. Il vice sindaco non era in casa, e un suo vicino, uscito per lamentarsi dei rumori, è stato aggredito e ha avuto la peggio. Si tratta di un fatto molto grave, avvenuto sul territorio: uno di quei fatti che sempre più spesso i sindaci e gli amministratori locali si trovano a dover affrontare. Esso nasce dalla determinazione dell’amministrazione comunale che, guardando all’interesse del proprio Comune, non ha voluto piegarsi alle intimidazioni provenienti da gruppi legati all’anarchismo, ai centri sociali e a realtà che nulla hanno a che fare con la vita democratica”.
I fatti esposti da Candiani, registrati da Varesenews, sarebbero ascrivibili ad individui appartenenti al comitato Assemblea Popolare No Elcon; su tali fatti arrivò non più tardi di qualche ora dal loro verificarsi anche una nota di riprovazione da parte dallo stesso sindaco di Castellanza Fabrizio Farisoglio.
Sul tatto, inoltre Candiani afferma di aver “avuto rassicurazioni dal questore sul fatto che l’attenzione in questo senso è massima e, conoscendo la professionalità delle forze dell’ordine presenti in provincia di Varese, non ho nulla da temere in merito. Ritengo tuttavia importante esprimere la solidarietà e l’attenzione del nostro Gruppo e quella – ne sono convinto – di qualsiasi rappresentante democratico eletto in Parlamento e, nello specifico, qui in Senato. Non possiamo piegarci alle intimidazioni: quali che siano le proprie ragioni, esse devono essere espresse in forma democratica nelle istituzioni”.
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