Appesa alla sentenza dei giudici l’ultima speranza per non pagare il maxi debito
La questione è sempre quella del debito maturato nel 2009 con l’ex gestore della rete gas “2i rete Gas” per il quale il Comune ha approvato un piano di rientro lacrime e sangue
La situazione resta ancora sospesa nel limbo delle decisioni dei giudici. Il Comune di Sumirago, che di fatto ha già avviato il piano di rientro di 2 milioni e 400mila euro (con rate fissate per i primi due anni in 210mila euro e di 250mila per i successivi 8 anni) ieri si è presentato in udienza alla Corte d’Appello di Milano davanti al collegio dei tre giudici che rappresentano l’ultima speranza per bloccare il salasso sulle casse comunali.
La questione è sempre quella del debito maturato nel 2009 con l’ex gestore della rete gas “2i rete Gas”. Al termine di un lungo percorso a suon di carte bollate il Comune era arrivato all’inizio del 2016 davanti all’obbligo di pagare. Lo scorso 25 febbraio il Consiglio comunale ha così approvato un piano di rientro lacrime e sangue.
L’ultima speranza, legata ad un complicato cavillo legale, restava proprio l’udienza di luglio che si è svolta ieri a Milano. I giudici hanno acquisito la documentazione e si esprimeranno con una sentenza definitiva in un tempo previsto tra l’autunno e la fine dell’anno. Nel frattempo a Sumirago tutto continua sui rigidi binari economici tracciati nel Consiglio comunale di febbraio.
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