La “truffa del cartellino” finisce nel sangue
La persona che ha aperto il fuoco era tra i sette dipendenti del Comune condannati in primo grado per una vicenda ormai di vecchia data, che ha creato grandi tensioni
Una vicenda lunga dieci anni, sempre discussa e al centro di tensioni: la sparatoria in Comune a Cardano sembra essere davvero legata a doppio filo alla "truffa del cartellino" che aveva coinvolto alcuni dipendenti comunali e aveva portato alla condanna anche della persona che questa mattina ha impugnato l’arma. Questo è il primo punto fermo da cui partire: la condanna in primo grado di sette dipendenti comunali coinvolti, a fronte di cinque assoluzioni. Le condanne (per truffa e peculato, i dipendenti "timbravano" al mattino anche per altri non presenti) andavano dai 4 ai 2 anni di reclusione, la più mite aveva riguardato proprio Giuseppe Pegoraro, l’ex comandante dei vigili che oggi ha fatto fuoco in Municipio.
I dipendenti erano stati sospesi dal servizio a fine anno e lo scorso 4 giugno la commissione disciplinare (scaduto il primo periodo di sospensione) ha ri-preso in mano la questione, confermando la sospensione per cinque agenti coinvolti e avviando la procedura di licenziamento per altri due. Pegoraro era tra i cinque sospesi e – conferma l’assessor al bilancio Enrico Pozzi – sarebbe dovuto rientrare al lavoro il 1° gennaio 2014, si stava studiando già l’ordinanza di reintegro. La decisione era stata duramente contestata dal sindacato di base Usb: «Non bisogna confondere le cose, la vicenda della persona che ha sparato non c’entra nulla con quella vicenda», dice invece polemico Fausto Sartorato, il sindacalista di base che ha affiancato i vigili di Cardano.
Resta il fatto che Giuseppe Pegoraro era rimasto molto scosso dalla vicenda e, il 17 giugno, pochi giorni la decisione della commissione disciplinare di sospenderlo per altri sei mesi, aveva fatto appello al Giudice del Lavoro. Chi lo conosce racconta che Pegoraro, che viveva solo e non aveva figli, non si rassegnava a questa condanna, seppur lieve rispetto a quella comminata ai suoi colleghi.
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