Torna a splendere la tela settecentesca della chiesa di San Michele
Il dipinto con la raffigurazione della “Presentazione del bambino al tempio” della scuola milanese di Ercole Procaccini Il Giovane è stato restaurato grazie all’intervento di UBi Banca
La preziosa tela della seconda metà del XVII secolo attribuita alla scuola milanese di Ercole Procaccini Il Giovane raffigurante la scena della “Presentazione del bambino al tempio” è tornata al suo antico splendore grazie ad un accurato restauro finanziato da Banca Popolare di Bergamo e Fondazione Ubi per Varese per un contributo complessivo di 5,000,00 euro.
Il restauro dell’opera e’ stato affidato all’abile mano di Rossella Bernasconi di Varese attiva da più di trentanni nella salvaguardia del patrimonio artistico del territorio.
L’opera, un dipinto a olio su tela, si trovava nell’antica chiesa di San Michele, nella cappella chiamata “della Purificazione della Madonna” ed era collocato in una bellissima cornice di marmo rosa di broccatello di Verona ancora oggi ben visibile.
La cappella fu eretta nel 1681 per volere della confraternita dei Disciplini di san Michele. Il progetto risalirebbe però al 1680, anno di morte di Ercole Procaccini il Giovane, artista a cui si penserebbe di far risalire l’opera; essendo infatti riconoscibile il suo stile il dipinto potrebbe essere suo o di un allievo della sua bottega di Milano. Sono in corso studi sull’opera da parte della Soprintendenza ai beni storico ed artistici della Lombardia.
La tela potrebbe anche essere stata commissionata dai Confratelli di San Michele prima della realizzazione della cappella. Sono diversi i documenti storici che testimoniano la preziosità del dipinto, che fu trasferito in Santa Maria nel 1914 quando san Michele fu requisita a caserma dalla Cavalleria Savoia; altre opere furono traslate nell’attuale chiesa parrocchiale: il quadro di San Carlo al Lazzaretto, con la sua bella cornice in legno ed anch’esso commissionato dalla confraternita dei Disciplini, il pulpito in legno e l’altare maggiore in legno allora definito “un’opera d’arte”.
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