Tasse sui rifiuti troppo alte.”La Lega fa ostruzionismo”
Mirabelli (Pd): «Dati alla mano la tassa sui rifiuti in città è la più alta di tutta la provincia. Il consigliere del Carroccio Emanuele Monti non convoca da mesi il gruppo di lavoro per rivedere il regolamento della tassa»
I rifiuti non solo puzzano, ma smaltirli a Varese costa molto di più che in altri comuni della provincia. Fabrizio Mirabelli, capogruppo del Pd in consiglio comunale, dati alla mano replica al sindaco Fontana, secondo cui la tassa di igiene ambientale (Tia) applicata alle imprese varesine è stata alzata per agevolare le tariffe delle famiglie. «Non è vero – spiega Mirabelli – a Varese si spendono mediamente 150,08 euro per abitante. Se facciamo il confronto con Verona, indicato da Maroni come modello per la Lombardia, vediamo che le tariffe per nucleo famigliare della citta veneta sono decisamente più basse».
Secondo il Rapporto sulla gestione dei rifiuti in provincia di Varese (dati del 2010), la Città Giardino è all’ultimo posto per i costi totali del servizio offerto ad ogni abitante, Busto Arsizio si posiziona al 99mo posto con 90,56 euro per abitante e Gallarate al 124mo con 105,52 euro.
In tempi di spending review il Pd ha fatto le pulci ai conti di Aspem, la vecchia azienda municipalizzata che oggi fa parte del Gruppo A2A, a cui il Comune dà in gestione il servizio. «Su 15 milioni di euro – spiega il consigliere del Pd – undici milioni è il costo della raccolta e smaltimento rifiuti, gli altri quattro riguardano servizi aggiuntivi che comprendono varie voci, dal taglio dell’erba allo spazzamento delle strade. Su queste voci noi abbiamo individuato un possibile risparmio di un milione di euro».
Mirabelli denuncia anche l’ostruzionismo che avrebbe fatto il consigliere della Lega Nord Emanuele Monti, componente insieme allo stesso consigliere del Pd e a Piero Galparoli del Pdl del gruppo di lavoro incaricato di rivedere l’attuale regolamento della Tia. «Sono mesi che siamo fermi – attacca Mirabelli – perché da luglio Monti non si decide a convocare il gruppo di lavoro».
Il problema della Tia è stato sollevato da un’azienda metalmeccanica varesina, la Aletti Giovanni srl, che contesta da tempo i parametri determinati dal regolamento comunale ben lontani da quelli della legge Ronchi. Mirabelli ne ha raccolto per primo l’appello e Galparoli, nel giorno della conferenza stampa del collega, è andato in visita alla ditta per ascoltare le ragioni dei proprietari. Nessuna bizzarra manovra bipartizan contro il Carroccio, ma a volte capita che la montagna vada a Maometto. «Sono ragioni condivisibili – dice il consigliere del Pdl – e come commissione ci siamo messi in moto già da tempo. Mi dispiace che Mirabelli giudichi così il nostro lavoro. L’ultima volta che ci siamo riuniti era a luglio avevamo deciso di ritrovarci, Monti compreso, dopo la nuova valutazione di Aspem sulla campionatura dei rifiuti delle aziende, ovvero dopo il 24 ottobre, in modo da avere un’analisi ben precisa della situazione».
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