Dipendenti sul piede di guerra, stop ad alcuni servizi
Prosegue lo scontro tra amministrazione e lavoratori, che ora annunciano il "blocco delle mansioni aggiuntive", come ad esempio gli sportelli decentrati e l'aggiornamento del sito
I lavoratori del Comune di Gallarate alzano il tiro su amministrazione comunale e dirigenti «portatori della feudale cultura dei privilegi» e fanno partire il blocco delle "mansioni aggiuntive", in particolare «decentramento delle funzioni di protocollo, pubblicazione all’albo pretorio, pubblicazione sul sito». È il nuovo atto dello scontro tra vertici del Comune da una parte e sindacati e lavoratori dall’altra, che aveva già portato ad uno sciopero nei mesi scorsi (nelle foto).
«Quest’Amministrazione – accusa la Rappresentanza Sindacale Unitaria del Comune – ha deciso di non pagare ai lavoratori ed alle lavoratrici le indennità ed il premio connesso alle mansioni aggiuntive svolte nel 2011 e nell’anno in corso e contestualmente di liquidare solo le indennità ai quadri intermedi (Posizioni Organizzative) ed ai Dirigenti. Eppure i soldi a bilancio ci sono. Eppure le scelte e l’inesistente organizzazione del lavoro le compiono proprio Dirigenti e Posizioni Organizzative. Come lavoratori, abbiamo sempre cercato di sopperire alle mancanze di chi aveva il potere di decidere, di chi doveva organizzare il lavoro ed i servizi, perché siamo consapevoli di svolgere funzioni utili ai cittadini». L’accusa alla nuova amministrazione (di centrosinistra) è di aver «sfasciato quel poco che funzionava in termini di organizzazione del lavoro, procedendo con arroganti atti unilaterali e adottando l’odioso metro dei due pesi e due misure». I vertici del Comune hanno invece sempre parlato di scelte tecniche, fatte in rispetto alla normativa, per sanare errori compiuti anche in passato.
Di fronte alle posizioni tenute dall’amministrazione la Rsu, che denuncia anche «la forte riduzione
di personale (da 320 a 280 dipendenti)» e «il blocco pluriennale degli stipendi» (che vanno da 1000 a 1.400 euro, per la fasce più alte), annuncia «un periodo di mobilitazione permanente». «Da oggi, non saremo più così disponibili, da oggi svolgeremo solo le mansioni ordinarie previste dal Contratto Nazionale, da oggi il blocco di tutte le mansioni aggiuntive, ad iniziare dal decentramento delle funzioni di protocollo, pubblicazione all’albo pretorio, pubblicazione sul sito». Insomma: stop agli sportelli decentrati del Comune (come quelli presente a Crenna e Caiello) e ai servizi di comunicazione verso l’esterno.
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