Arrestati gli ex patron della “Limoni”. Coinvolti imprenditori di Buguggiate
I reati contestati sono l’associazione a delinquere, reati tributari e appropriazione indebita. I militari hanno sequestrato beni per un valore di oltre 32 milioni di euro, la casa nel Varesotto e 5 conti correnti
La Guardia di Finanza di Como ha arrestato 4 persone, tra cui i fondatori bolognesi della catena di profumerie Limoni (titolari fino al 2009) e due imprenditori varesini, accusati di aver partecipato a una associazione per delinquere volta a distrarre fondi dalle casse della nota società, in maniera fraudolenta.
Gli arrestati sono Pio Francesco Borghetti (ex fondatore) e Nazzareno Brandoni (ex ad). Gli ordini di arresto hanno colpito anche Antonio Lemma e Maria Cristina Bertesago (quest’ultima si trova agli arresti domiciliari), amministratori della Vapro di Mozzate (Como) ma residenti a Buguggiate, dove è stata loro sequestrata l’abitazione insieme a 5 conti correnti a Varese.
L’attivita’ svolta dalle Fiamme Gialle – nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pm di Como Giuseppe Rose – ha consentito di ricostruire un meccanismo fraudolento sofisticato attraverso societa’ esterovestite che, nel periodo 2005-2009, ha portato a depauperare il patrimonio di Vapro, poi fallita nel 2009. I reati contestati sono l’associazione per delinquere finalizzata appunto alla bancarotta fraudolenta, a diversi reati tributari e all’appropriazione indebita verso Limoni, risultata parte offesa. La stessa Limoni aveva gia’ avviato nel 2009-10 diversi contenziosi verso Brandoni e Borghetti finalizzati al riconoscimento della "mala gestio" compiuta dai due ex amministratori nel periodo 2005-09 con una richiesta danni di oltre 80 milioni. Le cause intraprese riguardavano l’alterazione di dati di bilancio e le operazioni con parte correlate.
In totale i militari hanno inoltre sequestrato beni mobili e immobili per un valore di oltre 32 milioni di euro. 21 tra conti correnti bancari e cassette di sicurezza, 16 tra immobili e terreni dislocati in cinque province (Varese, Livorno, Bologna, Lucca, Messina), tra cui una villa del valore di 5 milioni di euro con piscina e bosco privato, 4 autoveicoli tra cui una Rolls Royce e partecipazioni societarie in 3 aziende. L’attuale proprietà della nota azienda è risultata parte offesa nell’ambito dei fatti contestati.
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