Cresce l’opposizione all’impianto per i rifiuti speciali

Dopo la mobilitazione dei comitati ambientali, Luca Ferrazzi (An) porta il dibattito in Regione: «L'ente si deve opporre. Nella valutazione ambientale trascurati i venti»

Valle Olona uguale pattumiera della Provincia, un disegno a cui si oppongono in maniera sempre più convinta nuovi settori di società civile. La realizzazione, a Solbiate Olona, al confine con Busto, di un impianto di trattamento e recupero di rifiuti speciali ha provocato, nei giorni scorsi, una nuova levata di scudi da parte di tre comitati, che da tempo denunciano l’eccessiva presenza di rifiuti nella zona: Coordinamento comitati spontanei di busto Arsizio, Comitato ecologico di Borsano e Cipta di Gorla Minore. 
L’opposizione al progetto della Olonia Ambiente, la società che vorrebbe dare vita al centro di trattamento, è sostenuta da oggi anche da Luca Ferrazzi, consigliere regionale di An, e dal suo partito. Ferrazzi chiede che la Regione, nella conferenza dei servizi che sta per aprirsi, dia parere negativo alla realizzazione del progetto, e che lo stesso faccia la Provincia di Varese, sollecitata in tal senso dal consigliere provinciale Giuseppe Martignoni. 
«La Valle Olona è una zona già fortemente compromessa» spiega Ferrazzi, che si dice preoccupato le possibili conseguenze di questo nuovo impianto: «aumento del tasso inquinamento atmosferico per le emissioni, aumento del traffico pesante e soprattutto un’ubicazione troppo vicina all’agglomerato urbano e nelle immediate vicinanze della caserma Ugo Mara».
Si tratta, in definitiva, di tematiche simili a quelle denunciate, con una lettera del 3 marzo, anche dai comitati. «E’ nostra convinzione che questi residui industriali non siano così innocui come si vorrebbe far credere» spiegano i cittadini del territorio, elencando una serie di lavorazioni a cui verrebbero sottoposti i rifiuti; lavorazioni che darebbero la cifra dei rischi: alto potenziale di inquinamento, invasione di camion.
La ditta in questione ha naturalmente realizzato una procedura di impatto ambientale, che però viene criticata da Luca Ferrazzi. «Il documento non convince: manca, ad esempio, la valutazione dei venti, che andrebbero a disturbare la popolazione e anche i militari della caserma, che comunque vanno tutelati. Inoltre, in previsione di un futuro ampliamento, non è opportuno occupare un terreno adiacente alla stessa».
La realizzazione del centro trattamento non è previsto dal piano provinciale rifiuti, ma sarebbe comunque consentito dalla normativa vigente. Il quantitativo stimato è di 100mila tonnellate di rifiuti non pericolosi, 20mila tonnellate annue di rifiuti pericolosi e una media giornaliera in entrata di oltre 400 tonnellate, di cui 80 di rifiuti pericolosi. Al comune di Solbiate Olona andrebbe una produzione di energia elettrica.


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Pubblicato il 11 Marzo 2002
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