Prima conta dei danni sfiorati i 19 milioni di euro

Il responsabile nazionale della protezione civile ha incontrato sindaci e amministratori locali

Ammonta a quasi 19 milioni di euro il primo, parziale, conto, dei danni causati dal maltempo nel Varesotto: la cifra è emersa questo pomeriggio in prefettura, dove gli amministratori dei comuni investiti dal maltempo di questi giorni si sono incontrati con il capo dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso. Conto ancora parziale, come detto, vuoi perché i rappresentanti di alcuni comuni o non erano presenti o non hanno preso la parola (in primis quello di Maccagno), vuoi perché in alcuni paesi la ricognizione dei danni non è ancora cominciata. Tra le verifiche già ultimate c’è quella della provincia, per le cui strade, parola del presidente Ferrario, servono 4 milioni e mezzo di euro. Circa la metà è la cifra che dovrà spendere il Comune di Varese dove l’acqua ha invaso alcune scuole. Salato il conto anche a Sesto Calende (3,2 milioni) a Cittiglio (2 milioni) e a Porto Ceresio (1,1 milioni); amarezza, per quanto riguarda quest’ultimo centro è stata espressa dal sindaco Giuseppe Francione: «Nel ’95 300 famiglie avevano dovuto essere evacuate per l’esondazione di un torrente. Per la sistemazione di quel corso d’acqua la Regione stanziò 4 miliardi di lire; il progetto da allora non ha fatto un passo e puntualmente l’inondazione si è ripetuta». Che le cause del disastro di questi giorni siano da attribuire solo all’eccezionalità delle piogge non convince il presidente della Comunità Montana della Valcuvia Andrea Savini: «Abbiamo compiuto una ricognizione sul Boesio, abbiamo notato alcune opere, alcuni argini costruiti da privati senza che noi ne fossimo minimamente a conoscenza. Alcune di quelle strutture sono sorte proprio nei punti in cui il Boesio, in caso di piena aveva il suo sfogo naturale; stiamo verificando con il genio Civile se almeno loro erano a conoscenza di quelle modifiche ma è chiaro che non potendo indirizzarsi più altrove, le acque del torrente sono piombate direttamente sull’ospedale di Cittiglio allagandolo». Sempre nella zona di Cittiglio, è stata sottolineata la difficile situazione in cui rimangono i circa 60 abitanti della frazione di Vararo: la frana lungo la provinciale che sale al Cuvignone li taglierà fuori dai collegamenti con Laveno e Cittiglio per almeno un anno. «Grazie alla dichiarazione dello stato di emergenza – ha detto dal canto suo Bertolaso – potremmo predisporre un’ordinanza che mette a disposizione finanziamenti, procedure e tempi certi per la riparazione dei danni. Ora spetta ai privati farci pervenire la conta dettagliata dei danni». Il responsabile della protezione civile, che in giornata aveva compiuto una ricognizione sui luoghi toccati dal disastro ha comunque sottolineato come la situazione idrogeologica su tutta la zona sia tutt’altro che eccellente.

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Pubblicato il 12 Maggio 2002
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