Un esposto contro l’abbattimento dell’ex colonia Roncoroni

La segnalazione arrivata ai carabinieri nei giorni scorsi. L'ufficio tecnico: «Nessuna irregolarità da parte del comune». Già arrivata in procura una denuncia contro la ditta responsabile della demolizione

La ex colonia elioterapica di Gavirate, – meglio nota come "colonia Roncoroni" – venduta a privati per la realizzazione di una struttura ricettiva è al centro di una nuova polemica che coinvolge ancora una volta gli uffici tecnici di Villa De Ambrosis. Alla base della querelle un esposto giunto nei giorni scorsi ai carabinieri e firmato da alcuni cittadini e consiglieri comunali di Gavirate per denunciare l’abbattimento "improprio" della struttura che, una volta abbandonata la vocazione scolastica e ricreativa, rimase fatiscente per diversi anni fino alla vendita, da parte dal comune, a privati. L’edificio, secondo i firmatari della segnalazione, non poteva essere abbattuto a causa di un preciso riferimento del Piano regolatore (articolo 58), cosa invece puntualmente avvenuta l’estate scorsa da parte della ditta Orion sas, come confermato dall’ufficio tecnico. Il comune, secondo gli estensori dell’esposto, non avrebbe quindi vigilato sui lavori effettuati dalla ditta.
Questioni tecniche, e non politiche, afferma il sindaco Giovanni Alberio, interpellato sulla vicenda, e che rimanda la palla all’ufficio tecnico comunale, per il quale parla l’architetto Gerardo Monte.
«Come al solito l’attacco che ci viene rivolto è di carattere strumentale e provocatorio: chi ha redatto quell’esposto dovrebbe prima conoscere i fatti – afferma il tecnico. Il comune di Gavirate ha rilasciato regolare concessione edilizia non per l’abbattimento, bensì per la ristrutturazione dell’edificio in questione. Quindi non è stata rilasciata un’autorizzazione in contrasto col Prg. La società che si occupa dei lavori, ha tuttavia abbattuto l’intero complesso, contravvenendo alla concessione edilizia. Per questo abbiamo denunciato alla Procura della Repubblica di Varese la questione, oltre ad aver emesso una sospensiva dei lavori. Successivamente, come comune, abbiamo applicato la legge, comminando una sanzione di 4mila euro che la Orion sas ha puntualmente pagato, potendo così continuare i lavori. Da parte del comune sono state espletate tutte le osservanze di legge del caso, e la pratica è da ritenersi chiusa. Certo rimane aperta, ma in altra sede, la questione della denuncia penale, per la quale è ancora aperto un procedimento di fronte all’autorità giudiziaria».


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Pubblicato il 21 Novembre 2002
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