Disabili, strategie per una vita migliore

All'università dell'Insubria una tavola rotonda sulle politiche sanitarie e socio-sanitarie a favore dei giovani e della famiglie

Il 2003: Anno Europeo delle Persone con Disabilità.
Anche Varese fa sentire la sua voce con una tavola rotonda sul tema "Le politiche sanitarie e socio-sanitarie a favore dei minori disabili".

Grazie all’organizzazione dell’Anffas Varese Onlus e della Fondazione Piatti, l’aula magna dell’Università dell’Insubria ha visto il confronto tra politici, dirigenti dell’ambito sanitario e ospedaliero, amministratori locali e naturalmente le famiglie. 
Una tematica spinosa che vede proprio le famiglie coinvolte in prima linea e che, come sottolinea Roberto Speziale Presidente nazionale dell’Anffas onlus,  «devono essere integrate, insieme al bambino in un contesto generalizzato. Integrazione scolastica o lavorativa non hanno senso se non si applica il "concetto della presa in carico" dei soggetti con disabilità e del loro contesto famigliare».
E ricorda, concludendo il discorso di Massimo Buscemi sull’introduzione da parte della Regione Lombardia di voucher e bonus, che questi mezzi non sono alternativi a nulla se non c’è prima un vero sistema di appoggio alle famiglie.

Un approccio globale con la disabilità è quindi il nocciolo della questione.
Michele Imperiali, direttore generale della Fondazione Piatti, ribadisce come proprio la globalità sia il punto di forza di una politica socio-sanitaria per i disabili e che anche «un lavoro riabilititativo settoriale non ha nessuna efficacia se non si considera il bambino disabile come una persona».

Più volte è stata ribadita l’importanza di una sinergia tra i diversi enti, le organizzazioni e il governo che – sottolinea Giovanni Daverio, Direttore Generale del Dipartimento politiche sociali del Ministero del Welfare, su questa tematica sta sviluppando due punti fondamentali. 
Da una parte la creazione di un testo unico per quanto riguarda le normative legate al mondo della disabilità e dall’altra una revisione della previdenza economica per i disabili; oltre, come progetti trasversali, una redefinizione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e, in collaborazione con il Ministero della salute, un programma per le problematiche della non-autosufficienza.

Solo la sinergia può portare a risultati concreti come è avvenuto lo scorso anno con l’apertura del nuovo centro di Besozzo, destinato alle persone disabili e nato da un stretta collaborazione tra Anffas e l’Asl e il reparto di Neuropsichiatria dell’azienda ospedaliera; sinergia che – ricorda in tono polemico Rienzo Azzi, Assessore alle Politiche  Sociali della Provincia di Varese – non è ancora stata attuata completamente se, a fronte delle risorse impiegate dalla provincia per il sostentamento di progetti destinati ai disabili, ci sono ancora comuni che presentano pochi progetti o addirittura nessuno.
Insomma molta strada è stata fatta ma altrettanta ne resta ancora da fare affinché i "piccoli" disabili non diventino "grandi" handicappati e affinché il concetto di "Progetto di Vita", portato avanti dall’Anffas Varese e sottolineato dalla sua Presidente Cesarina Del Vecchio, diventi davvero una realtà di vita.

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Pubblicato il 12 Aprile 2003
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