Il Parco del Ticino accoglie le Guardie Svizzere
70 guardie svizzere in congedo sono partite da Bellinzona il 7 aprile e attraverseranno a piedi l’Italia, percorrendo l’antica via Francigena
Una delegazione di 70 ex-guardie svizzere attraverserà questo fine settimana il territorio del Parco del Ticino facendo domenica una significativa tappa presso il Centro Parco “La Fagiana” a Pontevecchio di Magenta.
L’arrivo, previsto tra le ore 14 e le 14.30, verrà celebrato con la deposizione di una targa commemorativa davanti ad una farnia, “testimone della natura”, all’incrocio delle quattro strade dopo il ponte sul ramo del fiume Ticino.
A valorizzazione del patrimonio forestale e naturale, saranno infatti gli alberi a disegnare il “meraviglioso filo verde” che, unendo uomini e nazioni, lega la Confederazione Elvetica, l’Italia e la Città del Vaticano.
Alla cerimonia saranno presenti il Presidente del Parco del Ticino Milena Bertani, il Direttore del Parco del Ticino Dario Furlanetto, il sindaco di Magenta Luca del Gobbo, il parroco don Mario Magnaghi ed una rappresentanza del Corpo dei Guardia Parco.
Da Sesto Calende a Robecco sul Naviglio sono in totale quattordici le località ed i relativi alberi dove la delegazione di ex-guardie incontrerà le comunità locali: Sesto Calende, Golasecca, Somma Lombardo, Vizzola Ticino, Lonate Pozzolo, Nosate, Castano Primo, Turbigo, Robecchetto, Cuggiono , Bernate, Boffalora, Magenta ed infine Robecco sul Naviglio festeggeranno con gioia ed orgoglio i cinquecento anni di questa storica armata.
Il percorso nel Parco del Ticino rappresenta un’importante tappa di una ben più ampia marcia celebrativa. Le 70 guardie svizzere in congedo sono partite da Bellinzona il 7 aprile e attraverseranno a piedi l’Italia, percorrendo l’antica via Francigena, per giungere infine a Roma dove, dopo oltre 700 chilometri di percorso, riceveranno la benedizione di Papa Benedetto XVI.
Tale marcia rievoca quella effettuata nel 1506 dal Capitano Kaspar von Silenen e dai 150 soldati svizzeri che, come richiesto da Papa Giulio II nella bolla del 21 giugno 1505, dopo aver valicato le Alpi attraversando Lombardia e Toscana entrarono a Roma da Porta del Popolo il 22 gennaio 1506. Benedette dal Papa in Piazza San Pietro, le guardie iniziarono quello stesso giorno il loro servizio nel Palazzo Apostolico dando vita alla Guardia Svizzera Pontificia.
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