«Le forze politiche non abbandonino la facoltà di Medicina»

Il professor Cherubino, riconfermato preside per la quarta volta, commenta l'ultima elezione e ricorda i suoi obiettivi

Dopo aver appreso la larga percentuale di voti e di votanti che lo ha portato per la quarta volta consecutiva ad occupare il prestigioso incarico di Preside della Facoltà di Medicina dell’Università dell’Insubria, il Professor Paolo Cherubino ci ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

«La quarta elezione a Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia è per me motivo di soddisfazione per aver ottenuto una grande maggioranza di consensi (circa il 75%), nonostante avessi manifestato in precedenza la mia ferma intenzione a non ricandidarmi. E così sarebbe stato, se un folto gruppo di colleghi non mi avesse rimproverato di lasciare incompiute alcune iniziative, specialmente con la controparte amministrativa sanitaria varesina e regionale.
La quarta elezione d’altro canto mi fa sentire il peso degli impegni assunti nei confronti della Facoltà.
Ben consapevole che nei prossimi anni non potrò concludere tutti i “sogni nel cassetto”, è mia intenzione finalizzare questo mandato alla realizzazione di alcuni punti:

1)     Ulteriore perfezionamento della didattica, non solo attraverso una ottimale offerta formativa (il cui gradimento è testimoniato anche dall’incremento di circa 30% delle domande di giovani ai test di ammissione), ma soprattutto ponendo la massima attenzione per ottenere un ulteriore miglioramento strutturale, sia delle aule che dei laboratori.

2)     Massima attenzione della facoltà deve essere rivolta a due campi fondamentali: ricerca di base e assistenza.

Per il primo, la ricerca di base, bisogna favorire i colleghi perché reperiscano fondi anche da Enti o strutture private che contribuiscano al finanziamento di progetti, al di là delle scarsissime risorse ministeriali.

Per il secondo, l’assistenza, è indispensabile un coordinamento con le amministrazioni sanitarie regionali e locali al fine di realizzare una ottimale assistenza ai pazienti sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

E’ chiaro che il rapporto con i colleghi primari ospedalieri debba essere riproposto in termini di una fattiva collaborazione reale, al di là di ogni pregiudizio. Universitari ed ospedalieri devono remare insieme per ottimizzare ricerca ed assistenza.

Quello che mi auguro è che da parte delle forze politiche cittadine sia rivolta a questa Facoltà Medica quella attenzione che merita, nell’interesse della cittadinanza tutta.

3)     Penso che sia mio dovere fare in modo che lo scambio culturale tra la Facoltà di Medicina, i medici di famiglia e la cittadinanza avvenga in maniera più frequente e più stretta. Spesso capita di udire cittadini varesini che non sanno quello che noi facciamo, ignorando che anche a Varese si pratica una ricerca di base e un’assistenza di livello internazionale per cui anacronisticamente certi nostri risultati sono meglio conosciuti e apprezzati nel resto del mondo piuttosto che in città.

4)  Infine, è ancora una volta estremamente importante ribadire che la presenza della nostra Facoltà in ambito internazionale è stato, è, e deve continuare ad essere in futuro, frequente ed incisiva.

Ciò non solo al fine di far conoscere i risultati delle nostre ricerche di base e dei risultati clinici, ma anche al fine di propagandare le bellezze e le risorse della nostra città e del nostro territorio”.

 

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Pubblicato il 11 Settembre 2007
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