Un’officina della cultura nel cuore della città
Taglio del nastro nei locali di via Piave donati all'Insubria da Annunziata Ronchi Minazzi: «Sogno una Varese universitaria come una piccola Pavia»
L’amore per la cultura e per il sapere ma anche un sogno, quello di vedere Varese diventare universitaria come una piccola Pavia. C’era tutto questo nelle intenzioni di Annunziata Ronchi Minazzi quando nel 2005 decise di donare uno stabile di circa 500 metri quadrati all’ateneo dell’Insubria e c’è tuttora mentre si aprono le porte di quelle sale. Nella serata di oggi, lunedì 21 gennaio, i locali – situati in via Piave 11, proprio nel cuore della città – sono stati ufficialmente inaugurati.
«Qui sorgerà un’officina della cultura dove si cercheranno e si elaboreranno dati da mettere a disposizione di tutta la collettività – ha spiegato al taglio del nastro il rettore Renzo Dionigi -. Sarà la sede dell’Insubria University Press, la nostra casa editrice e ospiterà parte dell’archivio cartaceo del Centro di Storia Locale». Una base ulteriore quindi per un ateneo che sta crescendo di anno in anno e che si prepara a festeggiare il suo primo decennio in grande stile.
«Pochi giorni fa, ai componenti del Rotary, ho illustrato il nostro programma di sviluppo edilizio. Un programma per il quale abbiamo investito ben quaranta milioni di euro: fondi che abbiamo trovato e che stiamo spendendo per la nostra crescita». Le risorse, ha spiegato il rettore, provengono in gran parte dal settore pubblico e dalla stessa attività del polo universitario. «Momenti come quello di oggi meritano perciò un interesse particolare – ha aggiunto -. Si tratta della più importante donazione privata che abbiamo ricevuto ed è un segno importante di come il benessere e la crescita dell’Insubria stia a cuore, non solo di studenti e operatori, ma anche di chi a Varese vive».
Gli scaffali nei locali di via Piave si stanno riempiendo piano piano di libri, documenti e quotidiani. Oggi inoltre le stanze hanno ospitato la riunione mensile dell’Insubria University Club, l’associazione nata nel 2005 per creare un collegamento tra il tessuto locale e il mondo universitario. Una parte del desiderio di Annunziata Ronchi Minazzi ha dunque iniziato a prendere vita: «Sarebbe un grande risultato se Varese diventasse davvero una città universitaria – ha commentato -, non solo per gli studenti che potrebbero avere così uno stimolo maggiore allo studio ma anche per la società che potrebbe ottenere dei benefici importanti. Una parte della nostra tradizione industriale è andata persa perchè non puntare sui servizi? Quando parlo con i miei conoscenti lo dico sempre: avete dei locali vuoti o inutilizzati? Metteteli a disposizione dei giovani universitari farete qualcosa di importante per tutta la città».
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