Le porte non si aprono, passeggeri “prigionieri” del treno

E' accaduto ieri, giovedì 21 febbraio, ai pendolari della tratta Milano-Domodossola. I viaggiatori delle ultime due carrozze non sono potuti scendere a Gallarate

Ancora i pendolari al centro dell’attenzione. Le loro disavventure occupano, ormai quotidianamente, i giornali. All’«agonia» per i ritardi cronici si aggiungono spesso i guasti ai treni e i viaggi stipati all’interno di carrozze o troppo calde o troppo fredde.
E poi c’è l’incubo delle porte che, una volta giunti in stazione, non si aprono. Come è accaduto ieri, giovedì 21 febbraio, alla stazione di Gallarate. Trenitalia ha confermato l’episodio: le porte delle ultime due carrozze , che alla partenza non avevano avuto problemi, alla stazione di Gallarate non si sono aperte. Una ventina, secondo l’addetto stampa delle Fs, le persone bloccate sul treno. E’ stato, poi, predisposto un autobus per riportare indietro i passeggeri, alla stazione.
Questo è il racconto del nostro lettore-pendolare.
 
Egregio Direttore,
vorrei segnalarle un episodio che riassume in sè le caratteristiche del tragico e del comico.
Non si tratta di uno di quei fatti che solitamente riempiono le pagine dei giornali: non ha a che fare né con la politica, né con le abitudini sessuali di v.i.p. e calciatori, né (per fortuna) con fatti di cronaca nera.
Nonostante questo, se pensa a chi, come me, spende quasi tre ore della sua giornata sui mezzi pubblici, avanti e indietro tra Milano e Gallarate, Varese o Domodossola,  quello che sto per raccontarle potrebbe guadagnare qualche punto di interesse ai suoi occhi.
Ieri sera (giovedì 21 febbraio 2008), dopo una settimana-pendolare sulla tratta Gallarate-Milano caratterizzata da ritardi (parlo di ritardi di un’ora, non bruscolini come i 5 minuti ai quali ormai ci siamo rassegnati..), treni soppressi o sovraffollati, il treno partito dalla stazione di Milano Porta Garibaldi alle ore 17:55 arrivava in stazione a Gallarate stranamente ed eccezionalmente puntuale.
Il treno rallentava. Il treno si fermava in stazione. Il treno NON APRIVA LE PORTE. Il treno, lentamente e mestamente, ripartiva con il suo carico di gallaratesi in trappola.
Ora: uno può sopportare che il suo treno arrivi in ritardo; può sopravvedere al viaggio in piedi; può malsopportare il riscaldamento o l’aria condizionata rotti; ma un treno che non apre le porte io non l’ho mai visto..
Per la cronaca: le benamate FFSS hanno inviato un autobus a recuperare il centinaio di gallaratesi abbandonati alla stazione di Casorate (stazione non presidiata, tra parentesi); dalle 18:40 alle 19:30 io non ho visto arrivare quell’autobus, spero per i miei compagni di sventura che sia arrivato, prima o poi..
Ringraziandola per l’attenzione e sperando che questo fatto tragicomico sia l’ultimo di una lunga serie, le porgo i miei più cordiali saluti,
 

Luca Gabardi

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Pubblicato il 22 Febbraio 2008
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