Il moderato Roncari alla conquista del castello di Fagnano per liberarlo
Uno dei punti del suo programma è quello di spostare gli uffici comunali dal castello. Il candidato di Pdl e Lega Nord punta anche sul dialogo e sullo stop all'edilizia
Marco Roncari non è abituato ai toni accesi della campagna elettorale, viene dal mondo dell’associazionismo e proprio da lì cerca di trarre i migliori insegnamenti per la sua discesa in politica. Ha 57 anni, libero professionista nel campo della comunicazione, due figli e una moglie e un forte impegno sia nell’Avis di fagnano Olona, di cui è presidente da 15 anni sia in quella Busto-Valle Olona, dove è stato presidente negli ultimi 4 anni. Nel suo passato nessuna esperienza in politica e nessuna tessera di partito, perchè si presenta con una lista del tutto politica come quella targata Pdl e Lega Nord? «Sono da sempre un moderato, si è vero non ho nessuna tessera e non ho esperienze di amministrazione – racconta – ma credo che questo sia un valore aggiunto. La proposta di candidarmi alle elezioni mi è stata fatta un anno fa e ci ho pensato molto prima di accettare».
Poi la decisione di presentarsi: «Forti amicizie mi hanno convinto a provarci – dice Roncari – la mia candidatura è anche un segno che c’è una società civile che vuole emergere». A Fagnano sarà dura, però, dato che da 15 anni è una roccaforte della lista di centrosinistra "Progresso e Solidarietà": «Credo nell’alternanza – dice ancora Roncari – se sarò eletto porterò avanti molti dei progetti inziati da questa amministrazione, se una cosa è fatta bene non va cambiata. Certo che ritengo che la propulsione di questa lista che governa da tre mandati sia finita, è venuto il momento per i fagnanesi di vedere le cose anche da un altro punto di vista». In questi anni il paese è cambiato molto e l’espansione edilizia è stata evidente: «Ecco una cosa che rimprovero a questa amministrazione – dice – ora molte abitazioni sono rimaste invendute. E’ il caso di fermare l’espansione edilizia, recuperare il verde e recuperare le vecchie case del centro storico».
Qual’è il segno che vorreste lasciare se verrete eletti? «Il sogno come lo definiamo, è quello di dare al Comune una nuova sede e liberare il castello per farlo tornare ad essere un luogo usufruibile da tutti i fagnanesi. Questo è l’obiettivo di ampio respiro. Credo che così sia sacrificato: potrebbe ospitare spazi espositivi, sedi di associazioni e via dicendo». Ma la moderazione di Roncari appare ad ogni pensiero: «Credo che sia finito il tempo delle contrapposizioni politiche – aggiunge – vorrei che, se la mia lista vincesse le elezioni, aprire il dialogo da subito con tutti perchè se si fa un’opera giusta a Fagnano è di tutti e non solo di una parte politica».
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