“Diventerete ricchissimi”: imprenditori truffati, tre in manette

Un sistema diabolico inventato per il raggiro. Due uomini di Gallarate ed uno di Barasso arrestati dalla Guardia di Finanza. Colpite decine di persone: alcuni consegnavano somme fino a 400 mila euro sperando in facili guadagni

Raggiravano imprenditori e cittadini, proponendo cospicui guadagni. La Guardia di Finanza di Gallarate ha concluso un’operazione complessa, che ha portato all’arresto di tre persone, responsabili di truffa finanziaria e bancarotta fraudolenta e documentale. I tre arrestati sono F.G., quarantenne, e R.A. cinquantasettenne, entrambi residenti a Gallarate, e P.M., ventottenne, residente a Barasso. Tutti risultano essere amministratori di una società immobiliare attiva nel Gallaratese, risultata però dalle indagini priva dell’impianto contabile: i bilanci della società non sono infatti stati depositati. Inoltre sono state rintracciate dai militari notevoli somme di denaro, formalmente entrate nell’economia dell’impresa, ma, in realtà, utilizzate ed investite per finalità personali degli indagati.
 
I tre sono stati arrestati per bancarotta, ma questo è solo l’epilogo di una intricata vicenda che li aveva visti protagonisti nell’organizzazione di truffe finanziarie continuate a danno di tantissimi cittadini ed imprenditori, vittime di subdoli raggiri, perpetrati convincendoli a consegnare somme di denaro che avrebbero dovuto essere investite sui mercati finanziari, con la promessa di cospicui guadagni. Gli artefici delle truffe riuscivano a carpire la buona fede dei loro interlocutori, presentandosi con atteggiamenti apparentemente amichevoli, millantando presunte conoscenza delle dinamiche finanziarie internazionali ed ostentando un alto tenore di vita (bei vestiti, grosse macchine) per accreditare la loro apparente condizione di esperti ed affermati professionisti. In questo modo sono riusciti nel tempo a farsi affidare cifre di varia entità, da poche migliaia di euro fino a 400 mila euro. I truffatori promettevano alle loro vittime di investire i soldi in redditizie operazioni finanziarie di natura speculativa ed in lucrosi affari immobiliari, producendo profitti eccezionalmente elevati.
 

Il denaro raccolto truffando imprenditori e cittadini, ottenuto anche grazie alla copertura di una fittizia società finanziaria ed in forma totalmente abusiva, alimentava, almeno nelle fasi iniziali delle manovre truffaldine, una sorta di “partita di giro” nei rapporti con i “clienti”, facendo apparire effettivo il conseguimento dei guadagni promessi e per accreditare la bontà delle operazioni finanziarie virtualmente eseguite. Di fatto però i capitali accumulati sono stati impiegati dai gestori del traffico illecito per acquistare immobili, intestati a prestanome o società di comodo, oppure sono stati esportati ed investiti all’estero per finalità personali dei tre malviventi. Alcuni dei truffati però, resisi conto del raggiro subito, hanno denunciato all’autorità giudiziaria e alla polizia i tre di cui sopra. La società immobiliare attraverso la quale venivano gestite le trame finanziarie descritte è inevitabilmente fallita e dallo stato di insolvenza manifestatosi sono emerse le gravi condotte di bancarotta in precedenza indicate. L’indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Massimo Baraldo.

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Pubblicato il 01 Luglio 2009
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