Varese città povera. Esagerazione o realtà?
La città giardino è la tredicesima più povera su 144 città. È il risultato dello studio realizzato dal Centro studi Servizi di Venezia che ha calcolato il costo della vita in ciascun capoluogo italiano
Varese è il tredicesimo capoluogo più povero in Italia.
La classifica è stata stilata dal Centro Studi di Sintesi di Venezia. Sulla base dei dati Istat del 2006 e del Ministero dell’Economia e Finanze-Dipartimento delle finanze, gli analisti hanno studiato la spesa media mensile per abitante, a seconda della loro collocazione territoriale. L’indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore alla soglia critica provinciale: soglia variabile da comune a comune, in quanto dipende sostanzialmente dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare.
La classifica è stata stilata dal Centro Studi di Sintesi di Venezia. Sulla base dei dati Istat del 2006 e del Ministero dell’Economia e Finanze-Dipartimento delle finanze, gli analisti hanno studiato la spesa media mensile per abitante, a seconda della loro collocazione territoriale. L’indice del rischio di povertà locale esprime la percentuale di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore alla soglia critica provinciale: soglia variabile da comune a comune, in quanto dipende sostanzialmente dai differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, dalla dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare.
I diversi livelli di costo della vita che si registrano nella Penisola spingono verso l’alto la soglia del reddito necessario per arrivare a fine mese e con esso la linea di povertà.
Lo studio effettuato si basa sul principio che non si può fare un’analisi comparata che prescinda dalle differenze sostanziali tra i costi differenti tra le diverse città: mentre a Milano il costo medio della vita si aggira sui 12.406 euro, a Matera bastano 7.660.
In base a questa fotografia, la città giardino naviga in acque difficili con una percentuale di “poveri” del 19%.
Varese ha una media di 2,20 componenti in famiglia, il cui reddito medio per contribuente si attesta sui 26.590 euro. Al di sotto della soglia limite nazionale della povertà dei 10.000 euro c’è un undicesimo della popolazione, percentuale che sale, come dicevamo, al 19% se si considera la soglia "varesina". Per tirare a fine mese occorrono almeno 1.336 euro, una spesa che porta a 12.297 euro il reddito pro capite necessario per vivere dignitosamente.
In base allo studio, dunque, la povertà è più pressante nel Nord d’Italia, dove il costo della vità è indubbiamente più elevato. Il primato negativo spetta, comunque, a Villacidro, una delle province sarde del medio Campidano. Al secondo posto, però, troviamo Rimini, anche in questo caso, un risultato sbalorditivo che viene spiegato con l’elevato numero di lavoratori stagionali i cui redditi abbassano notevolmente la media provinciale.
Limitando lo sguardo alla Lombardia, troviamo al quinto posto Brescia che ha il 21,7% di poveri con una spesa media mensile di 1293 dove la soglia di povertà è fissata sui 12.331 euro. Seguono Como al decimo con il 19,3% di poveri e una soglia di povertà fissata sui 12.89 euro e Milano, al dodicesimo, dove la soglia di povertà è fissata a 12.406 euro che sono un problema per il 21,1% della popolazione. Tra i più "ricchi" e spensierati si trovano Avellino, con una media di poveri del 6,6%, Potenza, L’Aquila e Matera.
Nonostante le fonti e il modello di studio applicato, rimane la perplessità di vedere Varese così “messa male”, mentre città tradizionalmente considerate "povere" sono di fatto riabilitate.
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