«Non tutte le donne vogliono essere veline»
All’Auditorium ex Cinema Gloria il convegno “Donne tra romanticismo e risorgimento. Emancipazione”. Un evento che vuol far riflettere, e proporre nuovi esempi da emulare
«Vogliamo una società migliore, più leale e più limpida». Mette subito in chiaro il suo pensiero Doriana Giudici, ex presidente della Federazione italiana donne arti professione affari di Varese, che oggi (venerdì 23 ottobre) è intervenuta al convegno “Donne tra romanticismo e risorgimento. Emancipazione”, svoltosi all’Auditorium ex Cinema Gloria (via dei Bersaglieri). Una giornata che ha offerto hai partecipanti molti spunti di riflessione sulla progressiva emancipazione femminile, portando ad esempio molte donne che si sono distinte nella storia.
«Un convengo promosso da F.I.D.A.P.A. – ha spiegato l’attuale presidente Leda Mantovani Marchelli -, per valorizzare il talento e l’identità femminile nella vita pubblica, professionale, economica, sociale e politica, e quindi anche nella storia. Sappiamo che molte giovani donne sono indignate per l’immagine che la pubblicità e la televisione in genere danno alle donne. Non tutte vogliono essere veline. Dalla storia vogliamo vengano nuovi esempi e nuovi miti da emulare».
«È una richiesta alla cittadinanza e alle nuove generazioni – concorda la Giudici -, perché si continui ad analizzare la storia e dare valore all’interiorità della persona, per non andare verso una vita e una cultura vuota». Proprio le nuove generazioni erano ben rappresentate nella sala: molti erano i giovani studenti delle scuole superiori varesine presenti, che hanno ascoltato gli interventi dei relatori, tra cui Robertino Ghiringhelli, docente dell’università Cattolica di Milano, e Renata Castelli, membro della F.I.D.A.P.A. Robertino Ghirighelli ha posto l’attenzione sul risorgimento femminile legato alla musica, portando al pubblico gli esempi di Maria Malibran e Giuditta Negri Pasta. «Due donne ottocentesche che hanno saputo promuovere l’indipendenza femminile con il canto». Renata Castelli ha invece sottolineato il ruolo della donna nell’arte rinascimentale, proponendo una carrellata di quadri significativi. Ovviamente la prima opera presentata è stata “La curiosità” di Silvestro Lega. «Mi è sembrato giusto – ha spiegato – cominciare con l’opera che ci rappresenta sui manifesti del convegno. Un’immagine emblematica, di una donna che pur rimanendo nella dimensione casalinga ha attenzione per ciò che succede all’esterno».
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