La crisi continua, ma gli artigiani non mollano la presa

è un quadro coraggioso, se non ancora ottimista, quello tratteggiato dal sesto questionario sulla crisi realizzato da C.N.A. di Varese alla fine di novembre

La crisi non accenna a "mollare la presa" per gli artigiani, ma nemmeno gli artigiani "mollano la presa" sul loro lavoro: è un quadro coraggioso, se non ancora ottimista, quello che  il sesto questionario sulla crisi realizzato da C.N.A. di Varese alla fine di novembre con i suoi associati, 
ha tratteggiato.

Secondo l’ultima rilevazione quasi un terzo delle imprese ha classificato l’anno che si sta concludendo come di profonda crisi, mentre la metà l’ha vissuto come una fase di difficile transizione; solo il 16% ha mantenuto i livelli di operatività dell’esercizio precedente e solo una su venti potrà archiviare il 2009 con un segno positivo. Il confronto con la rilevazione precedente, effettuata a fine settembre, registra un 54% di imprese rimaste sui livelli produttivi di allora, un 36% che lamenta un’ulteriore contrazione e poco più di un’impresa su dieci che segnala incrementi.

Continua a rimanere estremamente negativo il giudizio delle imprese sulle misure anticrisi assunte dalle Istituzioni: quasi tre su quattro (il 72,11%) le ritengono inadeguate ed inefficaci, a fronte del 4% di chi invece le ha valutate, se non efficaci, quanto meno tempestive e utili.

Alla domanda sulla percezione delle priorità di intervento da adottare per l’immediato futuro, probabilmente anche a causa del particolare periodo di rilevazione, la risposta più gettonata è risultata essere la riduzione delle tasse (il 40%), anche se sostegno nell’accesso al credito (26%) e nuove misure di incentivazione dei consumi e degli investimenti (22%) hanno ottenuto percentuali di interesse significative. Sembra invece diminuita l’esigenza del sostegno all’occupazione: una percezione confermata dalla riduzione, negli ultimi due mesi, delle richieste di ammortizzatori sociali istruite in Associazione.

Fiducia e realismo però continuano ad essere l’atteggiamento prevalente verso il futuro: è oltre il 70% che la pensa così. Evidentemente mesi e mesi di crisi non hanno ancora scalfito la volontà di impresa dei piccoli imprenditori, che continuano a pensare positivo nonostante tutto.
I pessimisti diminuiscono e il numero di coloro che stanno pensando di cessare la loro attività rimane confinato nella normale fisiologia del fenomeno (8%), un dato per altro confermato dai numeri delle cessazioni registrate nell’albo delle imprese artigiane della Provincia di Varese: il problema, semmai, consiste nella secca diminuzione del numero dei nuovi imprenditori.

«I numeri della crisi sono costanti e confermano, a distanza di mesi, una tendenza di fondo negativa e la pesantezza di una condizione del tutto inedita per l’economia del nostro territorio – commenta Franco Orsi, presidente di Cna Varese Ticino Olona – Inoltre le misure assunte dalle Istituzioni sono ritenute dagli artigiani insufficienti e inadeguate e questo giudizio non risparmia nessuna delle parti in causa, comprese le Associazioni di categoria. Malgrado ciò, il sistema delle imprese ha trovato e continua ad avere la forza per proseguire nella sua propensione all’intrapresa: anche una crisi devastante come questa viene alla fine considerata semplicemente come un rischio imprenditoriale e affrontata con lo spirito di andare avanti. Questo atteggiamento è un patrimonio per il Paese e per la Società, che meriterebbe maggiore attenzione e risposte concrete più incisive».

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Pubblicato il 04 Dicembre 2009
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