“Col cappello in testa”, la lunga storia dei diritti dei lavoratori
Il circolo Arci "Enrico Berlinguer" presenta il corso di formazione sul mondo del lavoro: cinque appuntamenti dal 24 marzo, gratuiti e aperti a tutti
Il circolo Arci “Enrico Berlinguer”, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Cardano al Campo, propone il corso di formazione “Col cappello in testa”, dedicato al mondo del lavoro, alle condizioni dei lavoratori e al lungo percorso di conquista dei diritti sociali. Cinque lezioni
dal 24 marzo al 28 aprile, tenute dal professor Enzo Laforgia(terzo da sinistra nella foto): tutti gli appuntamenti sono gratuiti e prevedono proiezione di documenti originali e momenti di dibattito. Glistudenti che parteciperanno ad almeno quattro incontri potranno ottenere un attestato per il riconoscimento dei crediti formativi.

«Il titolo del corso – spiega Laforgia – fa riferimento ad una frase di Giuseppe Di Vittorio, secondo cui il sindacato ha insegnato ai lavoratori a non togliersi il cappello davanti ai padroni. Era un passo nel percorso di conquista della dignità e dei diritti negati». Partendo da uno sguardo sulla realtà della fabbrica (24 marzo) sarà ricostruita la storia del movimento operaio, attraverso l’età liberale (7 aprile), la dittatura fascista, la dura stagione della Resistenza (14 aprile) in cui la classe operaia fu protagonista. In ogni incontro saranno approfonditi anche alcuni episodi e casi riguardanti il territorio dell’alto milanese e del basso varesotto, che fu uno dei primi poli industriali d’Italia.
L’iniziativa ha ottenuto anche il patrocinio dell’assessorato alla cultura di Cardano al Campo, come peraltro le analoghe iniziative negli scorsi anni. «Sono molto contenta dell’iniziativa dell’Arci: questo corso – spiega l’assessore Laura Prati – aiuta a riflettere e conoscere, ad affrontare i problemi di oggi non con superficialità, ma con piena consapevolezza. Conoscere la storia significa non ripetere gli errori del passato e ricordare che i diritti non sono acquisiti e dati una volta per tutte, ma sono stati conquistati dai lavoratori e richiedono di essere difesi e allargati». Il quarto appuntamento (21 aprile), dedicato al boom economico e alla fase di protagonismo sociale della nuova classe operaia, offrirà uno sguardo sulle grandi migrazione interne, dal Sud e dal Veneto verso il triangolo industriale Milano-Torino-Genova. Un periodo in cui anche la politica seppe governare il fenomeno con più lungimiranza di quella dimostrata oggi di fronte all’immigrazione dall’estero.
L’ultimo appuntamento, il 28 aprile, sarà infine dedicato allo scenario attuale, alla scomparsa della fabbrica, alla globalizzazione, alla compressione dei diritti e all’esplodere del precariato. «Siamo di fronte a grandi sfide – conclude Laura Prati -, alla necessità di rivedere il welfare e allargare le garanzie anche ai lavoratori autonomi e ai precari». Le figure del mondo del lavoro hanno poco da spartire con l’operaio del Novecento. Ma le esigenze e la rivendicazione dei diritti sono ancora drammaticamente attuali, anche in Italia.
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