Marco, il romanziere in erba in bilico tra fantascienza, fantasy e mitologia
Il sedicenne Marco Tamborrino, studente del linguistico Crespi, domenica preseta il suo romanzo "Crono" da Boragno. "Il romanzo è cresciuto insieme a me negli ultimi anni" Autori preferiti? Asimov, Michaele Ende e Philip Pullman
Ha appena sedici anni, acume e fantasia e fin da bambino un certo talento con la penna, pardon con mouse e tastiera. Marco Tamborrino, bustocco del rione Frati, uno dei baby-autori che si affacciano alla ribalta della letteratura; che scrivono, osano, e vogliono farsi conoscere. Con la speranza, un giorno, di poter bussare alla porta di un grande editore.
Studente nella classe seconda, sezione P del liceo linguistico Crespi, materia preferita la storia, Marco presenta domenica 25 aprile alle 16.30 presso la Galleria Boragno di via Milano 4 il suo romanzo di fantascienza "Crono". Lo abbiamo incontrato al liceo, dove gli insegnanti appoggiano la sua precoce vocazione autoriale. «Il titolo si riferisce all’antica divinità greca Crono, il padre di Zeus: la mitologia è infatti un mio pallino e l’ho inserita nella trama di questo romanzo che pure si svolge nell’anno 2019». "Crono", pubblicato da Carta e Penna, è un mix tra fantascienza e mitologia. La protagonista, Sarah, è un’orfana che dovrà attraversare l’intero pianeta alla ricerca di un misterioso oggetto portatore di violenza e distruzione. Intorno le si muovono altri personaggi: un bodyguard, un ragazzo, un killer. Emergerà infine anche la figura del dio che dà il titolo all’opera.
Marco scrive racconti fin da quando aveva 9 anni ("La guerra dei colori", "Le cronache dei tre mondi"). «La passione per la scrittura mi è nata leggendo Artemis Fowl, i primi racconti li ho modellati su queste storie d’avventure e thriller». Scrittori preferiti? «Isaac Asimov, per la fantascienza. Michael Ende, l’autore de "La storia infinita" e Philip Pullman autore "La bussola d’oro"».
Al romanzo Marco ha cominciato a lavorare in terza media, «certo da allora è cambiato molto, e i compagni non erano molto d’aiuto, a differenza di adesso, mentre i familiari mi hanno sempre incoraggiato». Il testo è cresciuto con lui. «Se vado a vedere cosa scrivevo tre anni fa, non mi ci riconosco quasi, ho cambiato molto nella scrittura. Ora ho già in cantiere un altro tipo di romanzo, più di tipo fantasy, ma diverso dalle storie che si pubblicano di solito, incentrato sui temi dell’adolescenza».
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