Il volontariato varca le porte di Camelot

Presentata l'associazione dei "Cavalieri di Camelot". Liccati: "Dimostrazione di un cambio di passo nella gestione della residenza. Non contano solo le rette"

Il volontariato fa il suo ingresso in forma ufficiale nella casa di riposo Camelot, con la costituzione di un’associazione di volontari, “I Cavalieri di Camelot”. Il passaggio è stato sostenuto dalla dirigenza dell’azienda partecipata 3SG: «La realtà della residenza è fatta anche di aspetti che vanno al di là della questione delle rette», commenta il presidente di 3SG Franco Liccati, rispondendo alle critiche sulle tariffe del servizio che hanno tenuto banco sulle pagine dei giornali e poi in consiglio comunale. «Siamo di fronte ad un cambio di passo nella gestione dell’azienda».

 
La richiesta di un coinvolgimento del volontariato era venuta proprio dal consiglio comunale ed è stata Associazione Cavalieri di Camelotrecepita dalla dirigenza dell’azienda: «Una decisione – ha esordito Liccati – fortemente voluta da me e dall’intero CdA: i nostri ospiti hanno bisogno anche di ciò che non si può comprare, i gesti d’amore». Via libera dunque al contributo del volontariato, il cui operato sarà complementare a quello del personale sanitario e di assistenza della residenza. «Un bisogno sentito tanto dai volontari quanto dai parenti degli ospiti» spiega Luigi Parassoni, presidente della neonata associazione. I volontari, coordinati dai responsabili all’interno della struttura Marusca Bianco e Gianmaria Messina, sono attualmente una quindicina: hanno dai venti ai sessant’anni, in parte vengono da precedenti esperienze di servizio, in parte sono parenti di ospiti attuali o del passato della Camelot, che vogliono «restituire qualcosa alla struttura». Riceveranno apposita formazione attraverso corsi di perfezionamento in collaborazione con Croce Rossa e Aima e opereranno all’interno di tutti i nuclei della residenza, compreso quello dedicato ai malati di Alzheimer. «Saranno registrati, avranno con badge e si atterranno ad un regolamento che definisce le competenze rispetto al personale» puntualizza Marusca Bianco.

«La presenza dei volontari – conclude Franco Liccati – aiuterà gli anziani a ricostruire un rapporto di normalità e affettività: hanno il bisogno di relazionarsi con persone esterne, di trasmettere la propria esperienza». Un approccio nuovo e meno “tecnicistico”, che il presidente di 3SG, a quattro mesi, rivendica come un «cambio di passo», «una mentalità diversa in questa casa di riposo». Liccati sottolinea come anche da elementi come il volontariato passi il miglioramento dell’assistenza della residenza, non solo dal costo delle rette che è stato per mesi al centro di uno scontro che – più che maggioranza e opposizione – ha riguardato soprattutto le due anime del PdL, con i forzisti che hanno incalzato con una mozione il presidente in quota ex-An. «Le rette le abbiamo abbassate, abbiamo fatto il possibile: sono in linea con i servizi erogati e con la media provinciale».

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Pubblicato il 06 Maggio 2010
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