Il Papa risponde in tv a una famiglia di Busto Arsizio
La madre di Francesco Grillo, da due anni in coma, ha scritto alla trasmissione A sua immagine: “Dove si trova l’anima di mio figlio?”. Benedetto XVI interverrà in diretta nel giorno del Venerdì Santo
Sono passati esattamente due anni da quando la vita di Francesco Grillo si è fermata: era il 12 aprile, la Pasqua del 2009, e il giovane di Busto Arsizio, da tempo sofferente di sclerosi multipla, rimase vittima di un blocco della digestione che lo ridusse in coma vegetativo. Da allora Francesco è ricoverato all’ospedale della Fondazione Raimondi di Gorla Minore, e i suoi genitori,che lo assistono quotidianamente, non hanno mai cessato di interrogarsi sulla sua condizione. La domanda più pressante, Maria ha deciso di rivolgerla direttamente al Papa: l’anima di Francesco ha già abbandonato il suo corpo o è ancora accanto a lui, malgrado la sua condizione di incoscienza? E il pontefice, contro ogni previsione, ha scelto proprio la richiesta di Maria tra le migliaia arrivate alla trasmissione “A Sua immagine”: sarà una delle sei domande a cui Benedetto XVI risponderà nel giorno del Venerdì Santo, su Rai Uno a partire dalle 14.10. Un evento unico nel suo genere, perché non era mai accaduto che un Papa fosse presente in diretta in un programma tv.
«Era una questione su cui riflettevo da tempo – spiega la donna, il cui intervento è stato registrato lunedì scorso dalle telecamere Rai – ma non avevo mai avuto occasione di parlarne con nessuno. Quando ho visto on line la pubblicità della trasmissione, non ci ho pensato troppo su: era una sera in cui mi sentivo triste e preoccupata, e ho subito deciso di scrivere al Papa. Mai avrei pensato che potesse essere scelta, è una cosa che mi riempie d’orgoglio, non certo perché ci tenessi ad apparire in prima persona, ma per l’eccezionalità dell’intervento del Santo Padre». La natura della domanda posta da Maria è insieme etica e teologica: «Ho cercato di esprimermi sinteticamente e con termini semplici, ma il problema è molto complesso: se Francesco, come dicono i medici, non ha più coscienza di se stesso e degli altri, come può sapere chi è Dio, ed eventualmente pentirsi dei suoi peccati? Come fa l’anima a scegliere senza essere guidata dalla coscienza. Capisco che per un non credente sia difficile da capire, ma per noi la risposta è davvero importante». Una risposta che interesserà non soltanto la famiglia Grillo, ma anche centinaia di altri soggetti nelle stesse condizioni: ce ne sono diversi anche nella struttura di Gorla, tra cui un ragazzo in coma da oltre tredici anni in seguito a un incidente d’auto. Inevitabile il paragone con Eluana Englaro, la donna di Lecco morta in seguito all’interruzione dell’alimentazione artificiale dopo 17 anni in stato vegetativo e una lunghissima battaglia legale.
Questa volta a rispondere è Graziano, il padre di Francesco: «La storia la conosciamo,
certamente, ma non ci siamo neppure mai posti il problema: staccare la spina per noi è impensabile, semmai ci domandiamo come abbia potuto fare il padre di Eluana. Francesco è ancora nostro figlio, lo considero esattamente al pari della sorella, che è una donna adulta e sana. È esattamente come se fosse una persona normale: festeggiamo il suo compleanno, passiamo il tempo insieme a lui, lo curiamo e lo vestiamo. Se lo vedessimo soffrire sarebbe diverso, ma ci sembra sereno e tranquillo, e per fortuna l’istituto gli garantisce una vita dignitosa e decorosa. Noi cerchiamo di vivere una vita normale, e finché Dio ce lo lascia sarà così». Da due anni i genitori dell’uomo, oggi quarantenne, si sono di fatto trasferiti nella piccola stanza di 9 metri quadri all’interno della clinica, che abbandonano solo per dormire: alle pareti, tanti messaggi d’affetto e di sostegno, tra cui la foto con dedica dei calciatori Zambrotta e Legrottaglie. A far visita al fratello arriva ogni giorno, all’ora del pranzo, anche la sorella, e gli occhi di Graziano si illuminano nel parlare delle tre nipotine di 4, 6 e 8 anni: «Sono davvero attaccatissime allo zio, gli parlano, lo accarezzano, gli chiedono di svegliarsi». L’ultimo pensiero, il padre di Francesco lo dedica all’ospedale che ospita suo figlio: «Davvero una struttura straordinaria, a cui dobbiamo tantissimo. La professionalità e la gentilezza di tutto il personale, senza eccezioni, sono esemplari. L’unico rimpianto è quello di non poter essere a casa, ma qui Francesco è amato e coccolato come non potrebbe mai essere altrove».
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