Le Brigate rosse erano manovrate
Questa sera, venerdì 16 dicembre, alla Sala Montanari sarà presentato libro "Chi manovrava le brigate rosse?" (Ponte alle Grazie). Interverranno gli autori: il giudice Rosario Priore e il giornalista Silvano De Prospo. La serata è organizzata dall'associazione Floreat
Negli ultimi anni sono stati pubblicati più di dieci volumi, tra saggi e romanzi, dedicati ai famigerati anni ’70 e al fenomeno del terrorismo rosso. Una produzione intensa che rivela un’esigenza di conoscenza ancora viva di un fenomeno che ha condizionato in modo pesante la storia recente del Paese.
Si è fatta molta luce sui fatti più importanti e sulla dimensione complessiva del fenomeno terroristico, ma rimangono ancora tante ombre e lacune da colmare, soprattutto sul versante dei rapporti con le organizzazioni internazionali e i servizi segreti, quelli che in genere vengono definiti deviati. «Chi manovrava le Brigate Rosse» (Ponte alle Grazie), scritto a quattro mani dal giornalista Silvano De Prospo e dal magistrato Rosario Priore – che ha condotto indagini sulle più importanti stragi italiane a cavallo tra gli anni ’70 e ’80- va proprio in questa direzione, come rivela il sottotitolo (Storia e misteri dell’Hyperion di Parigi, scuola di lingue e centrale de terrorismo internazionale).
Gli autori, partendo da un’analisi meticolosa dei documenti, storici e giudiziari, si concentrano soprattutto sugli inizi del fenomeno brigatista che ha come protagonisti una serie di soggetti (Corrado Simioni, Duccio Berio e Vanni Mulinaris) dimenticati troppo in fretta, indicati nel libro come i componenti del Superclan. I tre, a metà degli anni ’70, ripareranno al centro Hyperion di Parigi, di cui diventeranno insegnanti, lo stesso luogo dove i terroristi rossi italiani, e i loro simpatizzanti, stabiliranno il quartier generale durante la latitanza e la clandestinità. Un’inchiesta del giudice Pietro Calogero (autore del libro “Terrore Rosso”) unirà le tessere di un mosaico complesso e contradditorio che, oltre a esponenti dell’Autonomia operaia (legati a Toni Negri) e del brigatismo rosso (italiano e francese), comprendeva soggetti che rispondevano a logiche non assimilabili a quelle delle Br, ma il cui ruolo nell’evoluzione del fenomeno terroristico è sempre stato molto ambiguo. Si tratta dei servizi segreti (italiani e francesi), esponenti dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina), importanti nomi di quella che, qualche anno dopo, verrà identificata come la Loggia P2 del “venerabile” Licio Gelli. L’inchiesta dei magistrati italiani, inoltre, appurerà che l’Hyperion aveva sedi in altre città europee, tra cui Rouen, Bruxelles e Londra. Che le Brigate rosse, dunque, facessero parte di una costellazione sovversiva internazionale e fossero “inquinate” da soggetti doppiogiochisti e con entrature negli apparati dello stato, non è più una semplice tesi.
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Venerdì 16 dicembre alle ore 20,45, presso la Sala Montanari di Varese, l’associazione Floreat, con il patrocinio del Comune di Varese, presenta il libro "Chi manovrava le Brigate Rosse?" scritto dal giudice Rosario Priore e dal giornalista Silvano De Prospo.
Gli autori saranno intervistati dai giornalisti Gianni Spartà e Michele Mancino.
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