Il mercato della droga: coca e hascisc, ragazzini e professionisti
L'organizzazione presidiava il Gallaratese, ma aveva anche clienti tra Milano e l'Est di Lombardia. Per i pagamenti si usava anche un conto in posta: "Lupin", dal nome del cagnolino della famiglia
Il ragazzino che "si fa le canne", ma anche il libero professionista che tira di coca. Al supermercato della droga di base a Cardano c’era spazio per tutti, grazie ad una organizzazione ben curata e retta con pugno di ferro dalla famiglia che faceva capo a M.R., già in carcere per altri reati. «La loro base operativa era l’abitazione, dove si recavano persino i loro intermediari» spiega il procuratore di Busto Arsizio Francesco Dettori. La rete riforniva il Gallaratese di cocaina, ma anche di hascisc e marijuana, una diversificazione che permetteva di avere un "portafoglio clienti" più ampio possibile. «Un bacino molto vasto – spiega il tenente Elisabetta Spoti, del Nucleo Radiomobile dei carabinieri di Gallarate – che andava dai ragazzini appena maggiorenni fino ai padri di famiglia, ai libero professionisti». Con le intercettazioni si è potuta monitorare l’intera rete commerciale della droga, che non era solo circoscritta al Gallaratese (dove il controllo del territorio era più attento), ma si spingeva anche fino alla vicina Milano, ma anche all’est di Lombardia, a Bergamo e Brescia, dove sono state fatte diverse perquisizioni all’alba di mercoledì.
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