Altro che Alberto da Giussano, i fondatori di Varese erano alleati del Barbarossa
"Le origini di Varese" di Claudio Benzoni ricostruisce le vicende della nascita della città. «Tutti i libri su Varese partono dopo l’anno mille, ma l’origine è senz’altro più antica, da ricondurre alla distruzione del Seprio»
Ci sono dei libri che arrivano al momento giusto e le “Origini di Varese” di Claudio Benzoni è uno di questi. Mentre la provincia di Varese sta per essere sacrificata sotto la scure della revisione della spesa, arriva un contributo interessante sulla storia e l’identità del capoluogo. Tutte le stagioni barbariche, antiche e moderne, reali e metaforiche, hanno sempre dato vita a un nuovo corso e anche la Città Giardino è germogliata dopo una travagliata e lunga stagione longobarda, iniziata in Italia nell’anno 565. «Tutti i libri su Varese – spiega Benzoni – partono dopo l’anno mille, ma l’origine della città è senz’altro più antica. Ho cercato di ricostruire cosa è accaduto prima partendo da alcune vicende importanti come la distruzione del Seprio».
Agli albori Varese altro non era che un nucleo denso di chiese e conventi, popolato da pochi contadini, artigiani e mercanti. L’esistenza della pieve però è documentata solo a partire dal X secolo e l’attribuzione del nome Varisium o Varisio è incerta così come la sua data nascita.
Il borgo con il tempo diventerà un alleato dipendente da Milano, una sorta di avamposto strategico per la sua particolare collocazione geografica, posto su un nodo viario che intercettava il passaggio di merci da e verso il nord Europa e anche di pellegrini che andavano a Roma. E’ proprio questa sua caratteristica di luogo di transito che rende difficile stabilire una data certa della sua fondazione e la ricostruzione di una storia organica prima dell’anno mille.
In genere le lacune storiche vengono colmate dalle leggende e, secondo Benzoni, anche Varese ne ha una. I protagonisti sono alcuni ariani che a causa della persecuzione dell’arcivescovo di Milano Ambrogio, dal 374 al 379, furono costretti alla fuga e si rifugiarono sul monte sopra Velate, luogo difensivo ideale. Che dai colli di Varisium ci si difendesse meglio dalle invasioni nemiche, lo avevano capito sia i longobardi che i franchi, le cui fortificazioni come bandierine presidiavano varie parti del territorio. «L’immagine di un antico centro circondato da castellanze, ciascuna delle quali era a sua volta un piccolo luogo fortificato – scrive l’autore – è indubbiamente seducente, ma non è escluso che l’idea dei vari accampamenti, a breve distanza l’uno dall’altro, possa rappresentare la realtà della fase iniziale di Varese».
La storia diventa meno incerta con le prime cronache clericali che ci restituiscono un borgo capace di esprimere personalità che hanno un certo peso nella vita politica e religiosa del tempo. Uno di questi è Guido da Velate che nell’anno 1045 viene nominato arcivescovo di Milano da Enrico III, ma la reggenza della più importante diocesi della cristianità da parte del “varesino” si rivelerà deludente. L’arcivescovo si scontrerà con un altro personaggio, il diacono Arialdo, una sorta di Savonarola del Varesotto, che va predicando le idee dei patarini e indicato dall’imperatore tra i successori alla guida dell’arcivescovado. Guido da Velate scatena una rappresaglia violentissima contro i patarini e Arialdo verrà prima rinchiuso nella Rocca di Angera e poi torturato, mutilato e ucciso da due chierici. La beatificazione concessa al martire da Papa Alessandro II e la scomunica di Guido da Velate renderanno un po’ di giustizia ai patarini. La fine temporanea delle lotte per il dominio spirituale e la riorganizzazione del clero che riporterà la piena autorità della chiesa nelle mani dei vescovi, apriranno anche per la pieve di Varisium una nuova vita.
Un’ultima considerazione, la Lega Nord (in origine Lega Lombarda), movimento nato e cresciuto a Varese, ha eletto a proprio mito Alberto da Giussano, il condottiero che combatté contro il Barbarossa per l’autonomia dei comuni. In realtà i varesini delle origini, eredi della nobiltà del Seprio, erano ferrei alleati dell’imperatore. A volte la storia ritorna.
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"Le origini di Varese" il libro di Claudio Benzoni sarà presentato sabato 27 ottobre alle 18 allo spazio Scopricoop di Varese (Via Daverio, 44- sopra la Coop). Interverrà l’autore
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