“Quale utilizzo per i negozi comunali”
Mozione della Lega Nord e di Movimento prealpino per i due locali di via Crocefisso di proprietà del comune: "Perchè non si risponde alle richieste dei cittadini? È vero che si vuole fare commercio etnico?"
Cosa vuol fare il comune dei due esercizi commerciali di sua proprietà in centro a Tradate? La domanda viene posta dai due gruppi consigliari di minoranza Lega Nord e Movimento prealpino che affrontano e illustrano la situazione in una mozione da discurtere nel prossimo consiglio comunale. Si tratta di due unità immobiliari con destinazione commerciale che sono situazione in via Crocefisso, a due passi dal centro, che secondo i firmatari del documento, Stefano Candiani e franco Accordino, sono a disposizione del Comune dall’inizio del 2012 e per le quali vi sarebbe già l’interessamento da parte di alcuni tradatesi per poterli utilizzare e rendere operativi.
«Risultano essere state indirizzate al comune almeno una o addirittura più richieste da parte di cittadini interessati a prendere in locazione i suddetti negozi, senza che alcun cenno di interesse sia stato espresso dalla giunta o dal l’assessore al Commercio o alla gestione del patrimonio – spiegano Candiani e Accordino –; il silenzio e l’immobilismo della giunta, per altro in linea con l’andamento generale dell’amministrazione Comunale – proseguono – contrastano vistosamente con il tanto declamato impegno promesso in senso operativo dall’assessore al Commercio, o dal sindaco nel mettere a reddito a favore della comunità ogni opportunità offerta dal patrimonio pubblico, fin anche a pensare di tagliare i boschi di proprietà comunale per farne legna da ardere».
«Gli stessi locali, se affittati, potrebbero generare introiti a favore dell’amministrazione Comunale utili a sostenere il settore Sociale, educativo o altre voci di spesa del bilancio comunale» proseguono fi firmatari che concludono chiedendo di «conoscere le ragioni del mancato riscontro da parte della giunta rispetto alle proposte di iniziativa commerciale promosse dai cittadini con riguardo agli immobili. Si interroga inoltre l’assessore al fine di conoscere l’intenzione dell’amministrazione comunale di adibire tali spazi ad attività di commercio etnico, ovvero centro sociale».
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