Con o senza la centrale “Solbiate sarà la nostra nuova casa”

La ELy Spa si presenta a Solbiate Olona comunicando che installerà in città il suo quartier generale nell'area ex Bonicalzi e precisa: "Al momento nessuna centrale in programma, ma vorremmo trasformare Solbiate nella città ideale".

Niente centrale a biomassa e niente teleriscaldamento, almeno per ora. Ma Ely spa, la società che da qualche mese ha messo gli occhi su Solbiate Olona arriverà lo stesso in città. «Questa sarà la nostra nuova casa -annuncia l’amministratore delegato di Ely, Massimiliano Cagelli- e qui verremo indipendentemente dalla costruzione di una centrale». La società, oggi divisa in sette sedi sparse per l’Italia e che conta 50 dipendenti ha infatti deciso di accentrare tutte le sue forze su Solbiate, acquisendo l’area della ex Bomicalzi. Un’area molto vasta in cui Ely organizzerà magazzino, uffici e settore ricerca andando ad incrementare «fino alle 100 unità il nostro personale entro la fine dell’anno, dando la priorità ai solbiatesi». Ma non solo. «Vogliamo aprire anche il parco all’interno della proprietà alla cittadinanza -continua Cagelli- affidare una serra solare alle scuole della città e organizzare corsi di formazione».

E in tutto questo, di centrale a biomasse non se ne parla. «Al momento non abbiamo presentato progetti per la creazione di una centrale», comunica Cagelli generando un sospiro di sollievo da parte di molti dei partecipanti all’assemblea convocata per discutere il progetto che tutti credevano Ely avesse per la città. Certo è che «ci piacerebbe trasformare Solbiate nella nostra “città ideale”» realizzando in futuro un impianto di teleriscaldamento «ma è chiaro che lo faremo solo se la città lo vorrà: alla fine noi a qualcuno dobbiamo pur vendere quello che produciamo». E mentre il sindaco Melis comunica che nel caso di una proposta concreta sarà indetto un referendum, molti si sono chiesti che fine avesse fatto il piano che era arrivato sul tavolo del comune e che era stato discusso dalla commissione ambiente. A tutti loro il giovane amministratore delegato spiega che «è stato solo un tentativo di sondare il terreno che abbiamo fatto a Solbiate come in altri 54 comuni italiani». Quindi, viene ripetuto più volte durante la serata, a Solbiate non è prevista al momento alcuna centrale. «State tranquilli che, comunque, noi non installeremmo nessun mostro gigantesco» continua Cagelli, dal momento che gli impianti «non andrebbero a superare i 200 KW» e che si baseranno su un mix di cogenerazione e nuove caldaie in rapporto 1:5. In questo modo «mettiamo in rete tutta la città» generandorisparmi «sia ambientali che economici stimati in una riduzione del 34% della bolletta». In ogni caso «tra qualche giorno tutti i cittadini riceveranno a casa una brochure in cui spieghiamo e rispondiamo a tutte le domande più comuni sulla nostra società e sui nostri impianti», chiosa.

Ma anche se per il teleriscaldamento di Solbiate (se arriverà) bisognerà aspettare molto tempo, la prima installazione per la produzione a biomassa della Ely potrebbe non tardare molto ad arrivare. Tra i lavori che la società ha in mente per la sua nuova sede, oltre alla già avvenuta rimozione del tetto in amianto sostituito da pannelli solari, infatti ci sarà anche la sostituzione della caldaia dal momento che «quella che abbiamo oggi va a gasolio». E naturalmente «ci piacerebbe farla a biomassa».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Gennaio 2013
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