Cgil: “Un altro infortunio mortale: basterebbe poco per evitare altri lutti”

Il commento del sindacato dopo l’incidente mortale di Gazzada Schianno alla G. Bianchi

Un altro morto sul lavoro provoca il commento della Cgil di Varese: «L’infortunio mortale accaduto ieri sera alla G. Bianchi di Gazzada ha riprodotto la medesima dinamica e i medesimi elementi di mancata prevenzione che abbiamo trovato in molti degli infortuni con caduta dall’alto registrati nel recente passato scrive Salvatore Minardi, dipartimento salute e sicurezza Cgil Varese -. Una persona (lavoratore o datore di lavoro) sale sul tetto di un capannone senza la benché minima protezione anticaduta (imbracatura con sistema di ancoraggio), non formata e non addestrata per svolgere una simile operazione, non provvista della minima attrezzatura per camminare su un tetto a rischio sfondamento (assi o passerelle), e che per imprudenza (mancata percezione del rischio) o per errore scarica tutto il suo peso su una copertura non in grado di reggerlo, con la conseguenza di sprofondare nel vuoto. Quanto sarebbe costato attuare alcune minime misure di prevenzione? Forse qualche centinaio di euro, ma avrebbero salvato la vita di quella persona! Ci troviamo ogni volta a denunciare lo scandalo degli infortuni sul lavoro. Lo facciamo con rabbia e rammarico, perché basterebbe davvero poco, sia in termini economici sia come impegno organizzativo, ad evitare tutti questi lutti sul lavoro. Esprimendo il nostro cordoglio alla famiglia di Claudio Bianchi, ribadiamo il nostro costante impegno per la diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza».

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Pubblicato il 15 Marzo 2013
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