Morte di Uva, altri due medici a giudizio
La vicenda giudiziaria ricomincia con i camici bianchi alla sbarra, ma uno è già stato assolto. I carabinieri non sono mai stati indagati
Giustizia non è ancora fatta e dunque ricomincia la ricerca di un colpevole della morte di Giuseppe Uva. Il processo per accertare le cause della morte dell’operaio (spirò dopo un tso il 14 giugno 2008) è noto più che altro per le accuse rivolte dai familiari (non tutti), ai carabinieri che tennero in custodia nella caserma l’uomo; una tesi che finora nelle aule di giustizia non ha trovato alcuna conferma. In realtà sono sospettati i medici che, dopo il tso in caserma, presero in custodia quella mattina Uva, in ospedale, di aver sbagliato la somministrazione dei farmaci. Ma neanche quello è chiaro. Dopo il primo processo a uno psichiatra, Carlo Fraticelli, il risultato è che il medico non c’entrava nulla (assolto praticamente con formula piena).
Una decisione che potrebbe costituire un precedente importante anche per gli altri camici bianchi sotto accusa. Ora tocca ad altri due medici, Matteo Catenazzi e Barbara Finazzi, che oggi sono comparsi davanti al giudice dell’udienza preliminare. Chi sono? Catenazzi era il medico del pronto soccorso che accolse Uva, e somministrò tre farmaci, antipsicotici, sedativi e ansiolitci. Il pm Agostino Abate aveva chiesto anche per lui il rinvio a giudizio nel 2010; il gup lo aveva scagionato, ma la procura ha fatto ricorso in cassazione e ha vinto, ottenendo una nuova preliminare. La sua posizione sarà discussa il 16 aprile, in quanto oggi è stato disposto un rinvio per un difetto di notifica. L’altro medico è Enrica Finazzi, una psichiatra in servizio al pronto soccorso che quella mattina arrivò in turno per assistere un tso, come le fu annunciato e che fu anche responsabile della somministrazione dei farmaci. Il pm aveva chiesto per lei l’archiviazione, ma il gup aveva invece inviato nuovamente gli atti in procura chiedendo di indagare ancora. La difesa ha chiesto il giudizio abbreviato, che dunque sarà discusso sempre il 16 aprile.
E poi: è aperta ancora l’inchiesta bis per accertare se vi possa essere stata violenza da parte di polizia e carabinieri. La parte civile che rappresenta Lucia Uva (sorella di Beppe) contesta il pm da tempo, lo scontro è durissimo.
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