Quelli che… vincono perché fanno squadra

Piccolo ma doveroso omaggio al genio di Enzo Jannacci: le sue parole accompagnano ogni giudizio della nostra rubrica, che mette davanti a tutti la strepitosa Cimberio vista a Pasquetta

(d. f.) Cintura nera di karate, tifoso e appassionato di calcio, amico fraterno di un genio (anche dello sport) come Beppe Viola e tanto altro ancora. Non potevamo non dedicare questo pagellone inusuale, perché esce al martedì, a Enzo Jannacci: per questo al termine di ogni voto e di ogni giudizio abbiamo scelto di aggiungere qualcuna delle parole che lui ha reso famoso, e che aiutano noi giornalisti quando siamo a corto di titoli, di idee, di frasi a effetto. Con Jannacci rendiamo omaggio alla Cimberio, ora davvero a un passo dal primato in stagione regolare. Premiato anche il ritorno in campo di Daniele Corti, dopo una squalifica che ha fatto capire a tutti quanto servano i veterani a questo Varese, in difficoltà ma capace di un bel colpo di coda.

Pagellone numero 116 del 2 aprile 2013

Cimberio Varese 8 – Dopo una prova di squadra come quella vista contro l’Acea Roma è davvero difficile 1) non assegnare alla Cimberio la copertina del pagellone; 2) scegliere un singolo giocatore in una partita che è stata l’apoteosi del collettivo. E poi, i diretti interessati lo predicano fin dal principio della stagione: quest’anno il gruppo si è formato subito e non è rimasto quel concetto astratto di cui forse spesso si parla a vanvera. Gli scettici sono invitati a farsi raccontare il dopogara: tutti a cena allo stesso tavolo, con il capitano Ere (Ho visto un re!) che paga il conto per i compagni. Bianca e rossa, che pareva il Tricolore…

Daniele Corti 7 – Quanto è mancato nelle tre partite che hanno preceduto la rinascita biancorossa contro la Reggina! Non per demerito dei compagni di reparto (Damonte e Filipe sono tra le poche note positive del mese di marzo del Varese) ma perché il mediano della "vecchia guardia" quando è in forma sa cambiare il volto alla squadra e alla partita. Lo ha dimostrato giovedì scorso, con una prova che definire "tutto cuore" è riduttivo, visto che ci ha messo anche polmoni, fegato, quadricipiti e via dicendo, nonostante un meteo da tregenda. Basta avere l’umbréla.

Margareta Kozuch 7 – Non è facile convivere per un’intera stagione con i fantasmi, tormentati da un impossibile confronto con la stagione perfetta vissuta lo scorso anno da Aneta Havlickova e dalle critiche, spesso giustificate, di chi forse si è abituato troppo in fretta a pasteggiare a champagne. La bionda di Germania ha affrontato la situazione con calma e professionalità, senza negare mai una parola buona anche quando era legittimamente infuriata, e piano piano il suo rendimento ha cominciato a crescere. Nessun miracolo, è chiaro: i suoi palloni Maggi li ha sbagliati anche sabato contro Conegliano, ma il modo in cui ha giocato gli ultimi due punti, senza più tracce del “braccino” tante volte deprecato, la dice lunga. L’importante è esagerare.

Mauro Chiappafreddo 5 – A voler vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, si rischia di non soddisfare mai la sete: il "mago di Amelia" ha ragione quando dice che la sua MC Carnaghi sta crescendo, ma è proprio questo ad alimentare i rimpianti. Perché non puoi non chiudere i conti a Piacenza quando, anche senza la tua giocatrice migliore, ti ritrovi avanti 4-8 nel tie break, e non puoi non vincere una partita in cui rifili 21 muri-punto alla seconda in classifica subendone solo 9. Insomma, sono i soliti difetti di questo Villa Cortese, cose che non si imparano in un giorno e tantomeno si possono pretendere da un allenatore subentrato a stagione in corso. Cambiare marcia, però, si deve, se non si vuole che certi exploit restino fiori nel deserto. I soliti accordi.

Confesercenti Varese 4
– Fatta salva la libertà di ognuno di vivere le festività e il calendario come meglio crede, non è sembrata un’idea particolarmente geniale quella di invitare i giocatori della Cimberio con annessi e connessi (familiari, dirigenti, giornalisti, associati, tifosi…) a un aperitivo per «scambiarci gli auguri di Pasqua», in un locale della movida varesina, alle ore 20 del Venerdì Santo. Magari nessuno degli organizzatori ci ha pensato, ma forse è proprio questo il problema… Vengo anch’io, no tu no.

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Pubblicato il 02 Aprile 2013
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