Sacro Monte: “Le auto non possono arrivare dappertutto”
È Legambiente ad intervenire nella polemica innescata tra i commercianti del borgo tutelato dall'Unesco e il Comune: "Se la soluzione è un parcheggio ad alto impatto ambientale noi non ci stiamo"
In questa domenica di pioggia battente e clima umido probabilmente non si ripeterà il classico pellegrinaggio di turisti del week-end in uno dei luoghi simbolo del Varesotto, il Sacro Monte di Varese. Ma la polemica scoppiata nella scorsa settimana tra commercianti da una parte e polizia locale e amministrazione comunale dall’altra, colpevoli secondo gli esercenti di dare troppe multe e non favorire così l’afflusso di turisti, non smette di trovare reazioni e posizioni contrastanti. Ad intervenire è anche l’associazione ambientalista Legambiente, che analizzata la questione prova a cercare una via di mezzo utile alla natura e allo sviluppo turistico della città giardino: «Il dibattito di questi giorni sull’accessibilità del Sacro Monte, che abbiamo seguito sui giornali, è stato illuminante. Da una parte i commercianti propongono una navetta, magari elettrica. Dall’altra il Comune risponde che per la navetta bisogna valutare i costi, considerando anche che l’afflusso massiccio si verifica solo in determinate occasioni – si legge in un comunicato del Cigno Verde -. Di conseguenza, la soluzione definitiva non potrà che essere un parcheggio ad alto impatto sul territorio, che costerà tantissimo, che non potrà essere "sospeso" in caso di
carenza di domanda come può esserlo un servizio collettivo di collegamento. Noi ci chiediamo perché spendere per sfasciare il territorio quando potrebbero esserci alternative valide. Perché per esempio AVT non utilizza le risorse derivanti dai parcheggi a pagamento per finanziare la navetta più la funicolare? Perchè non spostare le risorse dal progetto di parcheggio al potenziamento del trasporto pubblico? Certo, stiamo proponendo servizi che hanno un costo: ma la "smart city" di cui ci si riempie la bocca richiede individuazione delle priorità e allocazione delle risorse per quelle priorità. Il Sacro Monte è patrimonio Unesco: molte esperienze in giro per il mondo ci dimostrano che si può garantire la fruibilità del luogo, sostenere le economie locali e tutelare la vivibilità e l’ambiente allo stesso tempo. Chiediamo di discutere apertamente di queste e di altre proposte, cambiando però il paradigma di partenza. Non si può più pensare, infatti, che l’auto debba arrivare in ogni luogo».
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