Fusioni comuni, PD: “Regione non ostacoli i comuni”
Secondo i consiglieri regionali democratici "l'amministrazione Maroni starebbe predisponendo una delibera che avrebbe l’effetto di penalizzare e mettere in difficoltà i comuni impegnati nel processo di fusione"
Mancano solo due settimane ai referendum per le fusioni dei comuni. In provincia di Varese sono due le realtà interessate dalle consultazioni dell’1 dicembre: Maccagno, Veddasca e Pino sulla sponda del Lago Maggiore e Cassano Valcuvia, Ferrera di Varese, Grantola, Masciago Primo e Mesenzana. Ma oggi il Partito democratico in Regione Lombardia lancia un allarme. "Dall’incertezza alla preoccupazione – commenta Fabio Pizzul, consigliere regionale PD -. Il fatto nuovo, emerso quasi casualmente in commissione affari istituzionali del Consiglio regionale, è una dichiarazione di un dirigente regionale presente alla seduta e interpellato da una nostra domanda. L’amministrazione Maroni starebbe predisponendo una delibera che avrebbe l’effetto di penalizzare e mettere in difficoltà i comuni impegnati nel processo di fusione. Infatti, a dispetto della legge regionale, che prevede che tutti i costi siano in carico alla Regione, Palazzo Lombardia vorrebbe contingentare la spesa escludendo tutte le spese ritenute aggiuntive, come la custodia delle schede a monte e a valle delle operazioni di voto. A chi toccherebbe poi pagare gli straordinari della polizia municipale, visto che non si hanno ancora notizie in merito alla presenza dei militari a presidio delle urne e delle schede? Ai comuni, che hanno già i bilanci estremamente ridotti".
Secondo i democratici “la giunta regionale dovrebbe sostenere le fusioni dei comuni e non porre continui ostacoli – dichiara Pizzul -. Conosciamo bene la contrarietà della Lega alle fusioni, e per questo mettiamo in guardia l’amministrazione regionale dal fare scherzi o anche semplicemente dal non sostenere fino in fondo le amministrazioni locali. Le fusioni sono un segno della volontà dei comuni più piccoli di unire le forze per risparmiare risorse e dare servizi migliori alle comunità locali. È nell’interesse di tutti favorirle, non mi pare che la Regione stia agendo in questo senso, visto che a due settimane dalla consultazione ai sindaci vengono prospettate decisioni che sembrano penalizzarli più che agevolare un corretto svolgimento dei referendum.”
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