Torturava la convivente davanti alla sorella, allontanato

Una donna residente in città ha trovato la forza, anche grazie al centro antiviolenza E.VA, di denunciare l'uomo per i maltrattamenti alla quale era sottoposta sotto gli occhi della sorella disabile. Applicata la nuova legge

La rete contro la violenza sulle donne di Busto Arsizio funziona e lo dimostrano i risultati di un’indagine del Commissariato di Busto Arsizio nei confronti di un uomo di 50 anni che costringeva con la violenza la convivente ad avere rapporti sessuali con lui, anche in presenza della sorella disabile. All’uomo, residente a Busto Arsizio e già noto alle Forze dell’Ordine per vari precedenti, il Gip di Busto Arsizio, Nicoletta Guerrero, ha imposto di allontanarsi dall’abitazione della convivente, che maltrattava da circa un anno, vietandogli di avvicinarsi a tutti luoghi da lei frequentati. La misura cautelare è stata adottata, su richiesta del sostituto procuratore Mirko Monti, per porre fine alla insostenibile situazione venuta alla luce grazie a una denuncia presentata al Commissariato della Polizia di Stato di via Candiani dalla vittima. La donna ha trovato la forza grazie anche all’incoraggiamento e all’assistenza degli operatori del centro antiviolenza E.VA onlus che opera in città.

Dal racconto della donna è infatti emerso un quadro di abituali percosse, umiliazioni e minacce, consumate anche utilizzando armi improprie, che era costretta a subire anche in presenza della sorella disabile e che avevano essenzialmente lo scopo di costringerla a soddisfare i bisogni sessuali dell’uomo. Dichiarazioni che, avvalorate dai segni delle botte che la donna portava ancora in viso, hanno presto ricevuto un’ulteriore conferma a seguito di una perquisizione effettuata dai poliziotti nel domicilio dei due, durante la quale sono stati trovati gli strumenti di tortura, fisica e psicologica, utilizzati dall’indagato: un grosso pugnale, una pistola scacciacani del tutto simile ad un’arma vera e soprattutto cinque ditali artigianali in resina alle cui estremità l’uomo aveva inserito delle lamette taglienti. L’indagato, contro il quale si procede per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, ha subito dovuto abbandonare la casa che divideva con la vittima e dovrà tenersi a distanza da tutti luoghi da lei frequentati. Il provvedimento è stato preso anche grazie alla modifica del reato che ha permesso di sanzionare con maggiore severità grazie all’entrata in vigore della recente normativa antiviolenza, votata dal Parlamento.

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Pubblicato il 07 Novembre 2013
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