Fabbrica sotto sequestro, cosa succede ora agli operai?
I sigilli alla Fonderia Bossi: per gli assunti ci dovrebbe essere la Cassa Integrazione, ma gli esterni dipendenti di cooperative rischiano di rimanere senza tutele
Nel primo pomeriggio uscivano dalla fabbrica con il volto scuro e un sacchetto con dentro le tute da lavoro. Sono gli operai della fonderia Giulio Bossi, che a metà di oggi, giovedì 17 aprile, hanno scoperto che la fabbrica doveva chiudere nel giro di poche ore, posta sotto sequestro a seguito del grave infortunio avvenuto lo scorso 27 marzo. «Non sappiamo nulla», dicevano un po’ disorientati, aspettando di fare il punto della situazione. Per gli assunti, per fortuna, scattano in questi casi gli ammortizzatori sociali: «In questi giorni sono in ferie, fino a lunedì, dal 22 ci sarà cassa integrazione ordinaria» spiega Roberto Fogola, della Fiom Cgil. La Cig scatta "per evento imprevisto", dovrebbe dare garanzie almeno per tre mesi, «augurandoci che siano fatti tutti i lavori e che l’azienda possa riaprire al più presto», sottolinea il sindacalista Fiom. Sono 34 i dipendenti coinvolti.
Chi invece rimane senza nessuna copertura sono i lavoratori di cooperativa, gli "esterni", compagni dell’operaio coinvolto nell’incidente. Sono una mezza dozzina, legati ad una cooperativa di Milano, e per loro non c’è neanche la cassa integrazione.
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