Sei mesi di protesta alla rotonda: “Delusi, ma non ci fermiamo”
Era il 9 dicembre 2013 quando alla rotonda del Ponte di Vedano Olona iniziava il presidio del movimento: il bilancio di 180 giorni all'addiaccio
Bilancio dolceamaro per i primi sei mesi di attività del nucleo varesino del Movimento 9 dicembre, che proprio oggi "festeggia" il primo lungo semestre di una protesta davvero atipica. Centottanta giorni di presidio permanente alla rotonda del Ponte di Vedano (ma non solo), con il freddo, la neve, la pioggia e ora anche sotto il sole feroce, protetti solo da un gazebo e scaldati dal fuoco acceso in un bidone.
Sei mesi che fanno del movimento varesino quello più duraturo della composita protesta iniziata in tutta Italia il 9 dicembre scorso. «All’inizio c’è stata molta attenzione, soprattutto quando volantinavamo e rallentavamo il traffico – racconta Cristiano Pala, referente del gruppo varesino del movimento che inizialmente era stato omologato ai "forconi" – Era una modalità che non si poteva attuare a lungo, e piano piano l’attenzione è scemata, ma noi ci siamo, la nostra presenza quotidiana qui è la nostra forma di protesta, ma stiamo facendo anche molto lavoro sul territorio».
«Questo gazebo è il nostro punto di incontro ma poi ci spostiamo – spiega Gyra di Varese – Stiamo lavorndo su alcuni casi di persone che hanno problemi gravi con Equitalia, o che sono sotto sfratto. Andiamo dai sindaci e avvalendoci anche del supporto legale del movimento siamo riusciti a risolvere alcune situazioni drammatiche. Cerchiamo di arrivare dove lo Stato non arriva, e in alcuni casi abbiamo una buona collaborazione con i sindaci e i comuni».
«Quello che uccide è l’indifferenza della gente» conclude Gyra, che nelle lunghe ore passate a presidiare la rotonda si è anche inventata un corso di inglese tenuto da lei per lo "zoccolo duro" della protesta, una decina di persone.
«Noi continuiamo ad esserci e a lavorare sui temi forti della protesta, come il discorso delle tasse e il lavoro, più in generale sui diritti che garantiscono la dignità del cittadino – spiega Paolo, di Solbiate Arno, che a differenza di altri del movimento, ha un lavoro e dedica a questa protesta molto del suo tempo libero – Il problema è che in questa provincia forse si sta ancora troppo bene, ma presto non sarà più così».
Carlo viene da Cantello e si dice deluso, in particolare per la scarsa penetrazione delle proposte del Movimento tra la gente: «In particolare sono mancati i disoccupati e gli studenti».
«Noi comunque non ci fermiamo – conclude Cristiano Pala – i cittadini ci troveranno qui ancora per molto tempo, i sindaci riceveranno le nostre richieste di incontro e quando lo riterremo importante porteremo la nostra protesta in altre città unendoci ad altri movimenti che hanno i nostri stessi obiettivi».
Intanto, per scacciare la delusione e ritrovare la grinta per andare avanti, questa sera si festeggeranno questi primi sei mesi del presidio con una bella grigliata, ovviamente al Ponte di Vedano.
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